Uomo accoltella tre persone nella stazione di Winterthur, è “un atto terroristico”
Giovedì mattina un uomo ha ferito tre persone con un'arma da taglio presso la stazione di Winterthur, nel Canton Zurigo, venendo in seguito arrestato. Il presunto autore è un uomo già noto alle forze dell'ordine, nell'ambito delle indagini su una moschea del posto, nota come luogo di radicalizzazione. L'uomo era stato dimesso mercoledì da una clinica psichiatrica.
Poco prima delle otto e mezza, alla stazione di Winterthur un uomo ha ferito tre persone con un’arma da taglio. Il presunto autore del reato – un uomo di 31 anni con doppia nazionalità svizzera e turca – è poi fuggito di corsa. La polizia cantonale è riuscita in seguito ad arrestarlo, come riferisce in un comunicatoCollegamento esterno.
Le tre persone ferite sono cittadini svizzeri di 28, 43 e 52 anni, prosegue la nota. Tutti e tre sono stati trasportati in ospedale. I motivi del gesto non sono ancora chiari e sono oggetto delle indagini in corso.
A quanto pare sono stati dei passanti ad allertare la polizia. Come riferito da diversi testimoni oculari al giornale Blick, l’uomo avrebbe gridato “Allahu Akbar”.
Interpellato dall’agenzia Keystone-ATS, un portavoce della polizia cantonale non ha voluto confermare che lo svizzero avesse gridato “Allahu Akbar”.
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“Un atto terroristico”
In una conferenza stampa organizzata nel pomeriggio, il responsabile del Dipartimento della sicurezza del Cantone, il consigliere di Stato Mario Fehr, ha definito l’aggressione “un atto terroristico”.
L’uomo arrestato è noto alle forze dell’ordine. Figurava infatti tra le persone indagate nell’ambito delle indagini sulla moschea An’Nur di Winterthur, per anni considerata un luogo di radicalizzazione islamica – con diversi giovani partiti per la jihad in Siria – e chiusa definitivamente nel giugno 2017. All’epoca – ha spiegato Fehr – era stato denunciato per violazione del divieto di associazione o di azioni propagandistiche a sostegno dello Stato islamico (ISIS).
Lunedì l’uomo si era presentato alla polizia municipale in stato di confusione ed era stato trasferito in una clinica psichiatrica con provvedimento di ricovero a scopo di assistenza. Dopo una breve fuga martedì era stato riportato in clinica dalla polizia; mercoledì un medico ha giudicato che non rappresentava un pericolo né per sé stesso né per gli altri. “A quanto pare questa valutazione era errata”, ha dichiarato Fehr. Il 31enne ha quindi lasciato la struttura di sua spontanea volontà mercoledì sera.
Revocare la cittadinanza
Alla luce della radicalizzazione, il consigliere di Stato ha chiesto severe conseguenze politiche per l’aggressore, che aveva ottenuto la nazionalità svizzera a Winterthur nel 2009. “Non vogliamo persone del genere qui. In caso di reati gravi e di terrorismo, la cittadinanza può essere revocata”, ha sottolineato. L’uomo dovrebbe essere espulso in Turchia, dove, secondo le informazioni delle autorità, avrebbe probabilmente vissuto negli ultimi due anni.
Per quanto riguarda i feriti, uno ha riportato lesioni gravi, gli altri due di media gravità. Marius Weyermann, comandante della polizia cantonale, ha spiegato davanti ai media che la vittima più giovane ha subito ferite alle gambe, mentre il 43enne è stato colpito al collo. L’uomo più anziano ha dovuto subire un intervento chirurgico d’urgenza a seguito di una grave ferita da taglio alla coscia e si trova attualmente ricoverato in ospedale.
Stando a Weyermann le forze dell’ordine sono riuscite ad arrestare l’aggressore sul posto già cinque minuti dopo la prima chiamata di emergenza, alle 08.33. La polizia ha immediatamente isolato un’ampia zona intorno all’uscita della stazione sul lato della città vecchia. Le persone che hanno assistito all’attacco, tra cui una scolaresca, hanno ottenuto assistenza.
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