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Assemblea di 'Exit' Suicidio assistito anche per chi non è terminale?

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Servizio del TG della RSI sull'assemblea di Exit svizzera tedesca

La sezione svizzero-tedesca di Exit esaminerà la possibilità di estendere l’aiuto al suicidio anche ad anziani che non sono malati terminali, ma soffrono di varie patologie. I membri dell’associazione, riuniti sabato in assemblea a Zurigo, hanno deciso la creazione di una commissione ad hoc, al termine di una discussione che ha fatto riaffiorare la questione fondamentale: fino a dove può arrivare l’autodeterminazione?

La commissione avrà un anno di tempo per raccogliere le opinioni di esperti di diritto e di etica, per valutare le implicazioni di una nuova prassi. La sezione svizzero-francese di Exit, dal 2014, concede il suo aiuto anche ad anziani affetti da “polipatologie traumatiche”, mentre altre associazioni sono già per una totale libertà di scelta. Una posizione condivisa da parte degli affiliati di Exit, che hanno portato il tema in assemblea.

"Le persone anziane che vogliono smettere di vivere, che hanno già cresciuto i loro figli e che sono convinte di voler lasciare la vita, perché devono quasi chiedere una licenza al medico per morire?", si chiede Werner Kriesi, membro della sezione svizzero-tedesca.

Autodeterminazione assoluta o rigidi criteri?

Un dibattito delicato che spacca la società, e che divide la stessa Exit."Chi ha fatto la proposta pensa ad anziani sani, in forma. Noi siamo dell'idea che il tema non sia maturo né a livello politico e che la società non lo voglia”, risponde la presidente Saskia Frei. “La domanda di fondo è: ce n'è davvero bisogno?" 

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In un grafico, la statistica dei suicidi assistiti dal 2003 al 2014 (solo persone residenti in Svizzera)

Per il momento è istituito un gruppo di lavoro che dovrà esaminare entro un anno tutti gli aspetti legati a un eventuale allentamento dei criteri.

"Non so cosa ne emergerà. Ci sono tante perizie da fare, anche giuridiche. Ma anche l'aspetto etico va assolutamente affrontato. Oggi”, osserva la presidente, "ci sono state anche molte voci critiche che non sono d'accordo che Exit si occupi della fine della vita di persone sane".

Exit, peraltro, tra le principali associazioni di assistenza al suicidio in Svizzera è quella con le condizioniLink esterno più restrittive. Non concede i suoi servizi a chi proviene dall'estero proprio perché lo ritiene un impedimento ad approfondire seriamente le condizioni della persona.

tvsvizzera.it/ri con RSI (TG del 17.06.2017)

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