Assassinio di un diplomatico egiziano nel 1995 a Ginevra, imputato assolto dall’accusa principale
L'imputato è stato condannato a 15 anni di carcere per altri reati.
Keystone / Linda Graedel
È stato assolto dall'accusa di assassinio il venditore d'auto accusato di aver ucciso nel 1995, a colpi d'arma da fuoco, un diplomatico egiziano nel garage sotterraneo del suo appartamento a Ginevra. È stato comunque condannato a 15 anni per altri reati.
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Keystone-ATS
L’imputato doveva rispondere, di fronte al Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona, fra le altre cose di stupro, sequestro, minacce, truffa e amministrazione infedele. Proprio a causa dei numerosi capi d’accusa, il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) aveva chiesto 20 anni di carcere.
La sera del 13 novembre 1995, un membro dell’ufficio commerciale della Missione egiziana a Ginevra è stato ucciso con sei colpi di pistola al petto e all’addome. Per oltre 20 anni, la polizia non è riuscita a trovare nulla. Finché, nel 2018, ha iniziato a sospettare di un venditore di auto accusato di stupro e aggressione.
Condannato a più riprese in Francia e in Svizzera, l’uomo è stato accusato dal MPC di aver sparato al diplomatico. Assieme a lui è comparsa davanti alla corte anche una cittadina italo-svizzera, sospettata di aver contribuito alla fabbricazione del silenziatore.
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