Asilo ai palestinesi, la prassi della Svizzera finisce in tribunale
La pratica svizzera di concedere prevalentemente ammissioni provvisorie anziché lo status di rifugiato ai palestinesi di Gaza è oggetto di un ricorso legale che invoca il principio della "persecuzione collettiva" per garantire loro una protezione a lungo termine.
Per le e i palestinesi in fuga dalla Striscia di Gaza che ottengono un visto umanitario per la Svizzera, le possibilità di ottenere una protezione a lungo termine sono limitate. Le autorità svizzere tendono a concedere ammissioni provvisorie, che permettono un soggiorno temporaneo in attesa di un possibile rimpatrio, attualmente impraticabile.
Il Centro sociale protestante (CSP) di Ginevra ha presentato un ricorso al Tribunale amministrativo federale (TAF) per contestare la decisione delle autorità migratorie svizzere riguardo a una famiglia di Gaza. La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha respinto la loro richiesta di asilo, concedendo invece un’ammissione provvisoria.
Questa pratica non sembra essere un caso isolato. Fonti del settore dell’asilo indicano che si tratta di una linea generale adottata per le decine di persone provenienti da Gaza che, dopo aver ottenuto un visto umanitario per la Svizzera, presentano una domanda di asilo.
Persecuzione collettiva come base per lo status di rifugiato
Raphael Rey del CSP sostiene che le persone provenienti da Gaza dovrebbero ricevere lo status di rifugiato, basandosi sul concetto di “persecuzione collettiva”. Egli evidenzia che sia il diritto internazionale che quello svizzero riconoscono questa nozione, applicata in passato a contesti come il massacro di Srebrenica o il genocidio in Ruanda.
Secondo Rey, i criteri per la persecuzione collettiva sono ampiamente soddisfatti nel caso di Gaza, dove si verificano “crimini di guerra e crimini contro l’umanità”, e l’intera popolazione è indiscriminatamente colpita, senza possibilità di fuga.
A titolo di esempio, la Corte nazionale del diritto di asilo in Francia ha già stabilito in due occasioni che i cittadini e le cittadine palestinesi originari della Striscia di Gaza possono richiedere lo status di rifugiato.
L’approccio della SEM: analisi caso per caso
In attesa della decisione della giustizia federale, la SEM difende la propria prassi, negando di ignorare la difficile situazione della popolazione di Gaza. Il portavoce della SEM, Nicolas Cerclé, spiega che ogni domanda viene esaminata individualmente e meticolosamente, in base ai criteri legali per lo status di rifugiato. Se la persecuzione nel Paese d’origine giustifica tale status, questo viene concesso.
La SEM non fornisce statistiche specifiche sul numero di persone di Gaza che hanno ottenuto lo status di rifugiato o un’ammissione provvisoria, poiché i dati sono registrati per nazionalità e non per origine etnica.
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