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Antisemitismo, l’aggressore di Zurigo non era schedato

La polizia presidia la sinagoga a Wiedikon (Zurigo).
La polizia presidia la sinagoga a Wiedikon (Zurigo). KEYSTONE/© KEYSTONE / MICHAEL BUHOLZER

Il giovane che lo scorso 2 marzo ha gravemente ferito un ebreo ortodosso a Zurigo non era noto alla polizia e ai servizi segreti svizzeri. La notizia è giunta dal Governo nel corso della sessione delle Camere federali.

In risposta a una domanda della deputata dell’Unione democratica di centro (UDC, destra) Barbara Steinemann (UDC/ZH), il governo ha precisato che il caso è seguito dalle autorità competenti, in particolare dal Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC), “con la priorità e l’intensità necessarie”.

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Un’aggressione antisemita che spinge la Svizzera ad agire

Questo contenuto è stato pubblicato al L’accoltellamento di un ebreo ortodosso a Zurigo s’inserisce in un contesto di crescente preoccupazione per l’antisemitismo in Svizzera. Le autorità spingono per un piano d’azione, che è stato adottato giovedì dal Parlamento.

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L’Esecutivo ha precisato che l’autore è un quindicenne svizzero di origine tunisina, che è stato naturalizzato nel 2015. In un’altra risposta indirizzata alla collega di partito Nina Fehr Düsel, il Consiglio federale ha sottolineato che è il Canton Zurigo ad essere responsabile del procedimento penale e delle eventuali misure di protezione che si renderanno necessarie.

Possibile espulsione

Se sussistono le condizioni per avviare una procedura di revoca della cittadinanza, la Confederazione esaminerà la situazione dopo aver consultato il Cantone.

Il quadro giuridico entro il quale questo tipo di procedimenti può essere avviato è ben definito. In particolare, quando ci si trova di fronte a reati gravi legati ad attività terroristiche o di estremismo violento.

+ L’antisemitismo in Svizzera

Nel caso di minori come quello che riguarda l’accoltellatore di Zurigo, occorre esaminare attentamente, indica il Governo, la questione della proporzionalità. In caso di revoca della cittadinanza, l’Ufficio federale di polizia (Fedpol) può decidere l’espulsione del reo.

Antisemitismo in aumento

La vittima cinquantenne, nonostante abbia subito ferite potenzialmente letali, negli scorsi giorni è stato dichiarato fuori pericolo dai medici. L’aggressione si è consumata nel Kreis 2 di Zurigo, dove si concentra la comunità ebraica.

Gli episodi di antisemitismo sono aumentati in Svizzera in seguito all’offensiva dell’esercito israeliano a Gaza, decisa dopo gli attentati di Hamas del 7 ottobre.

Nelle scorse settimane il Governo federale ha annunciato l’imminente elaborazione, in collaborazione con i Cantoni, di una strategia e un piano d’azione contro il razzismo e l’antisemitismo.

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