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Ancora scontro sul finanziamento AVS

uomo anziano con deambulatore fotografato di spalle
La copertura della tredicesima AVS è appesa a un filo. Keystone / Ti-Press / Pablo Gianinazzi

Poiché il Consiglio nazionale insiste nel voler finanziare la tredicesima AVS solo con l'aumento dell'IVA, respingendo la proposta di finanziamento misto degli Stati, il dossier passa a una conferenza di conciliazione.

Continua il braccio di ferro tra Consiglio nazionale e degli Stati in merito alle misure per coprire i costi della tredicesima AVS. Martedì la Camera del popolo ha nuovamente respinto la proposta dei “senatori”, che prevede un finanziamento misto tramite IVA e contributi salariali, preferendo la via del solo aumento dell’IVA.

Come per sedute precedenti, la decisione di non ricorrere all’aumento delle trattenute salariali è stata presa di misura: 101 voti contro 95 (due gli astenuti). Il dossier va ora in Conferenza di conciliazione. Se anche in quella sede non si troverà una soluzione, la 13esima verrà versata a partire dal prossimo dicembre senza essere finanziata.

Nella sua decisione odierna, il Nazionale ha ribadito la necessità di risanare le finanze dell’AVS nel quadro della prossima grande riforma del Primo pilastro, chiamata AVS2030. Il finanziamento adottato oggi è quindi da intendersi come soluzione transitoria. L’aumento dell’IVA – +0,4 punti per l’aliquota normale, +0,2 per quella del settore alberghiero, nessun aumento per l’aliquota destinata ai beni di prima necessità – è infatti limitato al 2033.

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