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Anche il Nazionale vuole che si sostenga il trasporto combinato anche dopo il 2030

camion caricati su un treno
Keystone-SDA

Per contrastare il ritorno del traffico merci su strada, il Parlamento ha deciso di estendere i sostegni finanziari al trasporto combinato anche dopo il 2030, approvando una mozione in tal senso.

L’attuale tendenza al ritrasferimento del traffico merci sulla strada va invertita. Ne è convinto il Consiglio nazionale, che ha approvato lunedì una mozione che chiede di continuare a sostenere finanziariamente il trasporto combinato anche oltre il 2030.

Una mozione identica era stata approvata la settimana scorsa dal Consiglio degli Stati. Essendo entrambi gli atti approvati, sono trasmessi al Consiglio federale con l’incarico di attuarli.

La mozione adottata lunedì è la risposta del Parlamento al rapporto sul trasferimento del traffico pubblicato a gennaio. In esso si sottolinea che l’obiettivo di limitare a 650’000 i transiti transalpini su strada ancora una volta non è stato raggiunto. Nel 2024 i transiti sono stati 960’000.

Il servizio del TG 20.00 della RSI del 16 marzo 2026:

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Il relatore commissionale Bruno Storni (Partito socialista – PS) ha ricordato le cifre pubblicate venerdì dal Consiglio federale, che indicano come lo scorso anno la quota di mercato della ferrovia sia scesa al 68%. Per il ticinese “lo sviluppo del traffico di transito alpino nel 2025 è da considerare drammatico”.

La mozione in discussione permetterà di prevenire un ritorno delle merci sulla strada conferendo sicurezza agli investimenti per il trasferimento del traffico, ha detto Florence Brenzikofer (Verdi) nel suo intervento. “Il traffico combinato può funzionare a lungo termine solo se le imprese investono nei mezzi di trasporto necessari, negli impianti di trasbordo e in soluzioni logistiche moderne”, ha aggiunto Martin Candinas (Centro).

L’UDC ha invano chiesto la bocciatura della mozione, sostenendo che è sbagliato decidere già ora di mantenere i sussidi, dato che la situazione è destinata a migliorare entro il 2030. Benjamin Giezendanner (Unione democratica di centro – UDC, destra conservatrice) ha attribuito il recente calo del traffico merci su rotaia alla debolezza economica nelle regioni industriali del Nord Italia, della Germania, del Belgio e dei Paesi Bassi, che riduce i volumi di trasporto e porta i trasportatori a utilizzare maggiormente i camion.

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