Navigation

Gli svizzeri hanno voluto preservare i bilaterali

Chi ha votato no ha temuto ripercussioni negative per l'economia e la ricerca svizzere. Keystone / Martin Ruetschi

Il timore che potessero cadere gli accordi bilaterali con l'Unione Europea, e che la Svizzera perdesse così l'accesso al suo principale mercato di vendita in tempi di crisi economica, sono gli argomenti che hanno convinto gli svizzeri a respingere l'iniziativa dell'UDC contro la libera circolazione delle persone. È quanto emerge da un sondaggio effettuato online dalla Radiotelevisione svizzera SSR.

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 settembre 2020 - 13:20

Il rilevamento, cui hanno partecipato quasi 10'300 persone di tutte le regioni linguistiche elvetiche, è stato lanciato durante il weekend nel quale la proposta di modifica costituzionale è stata respinta alle urne dalla maggioranza dei votanti e nella maggior parte dei cantoni. I risultati dell'indagine sono stati elaborati per conto della SSR dall'Istituto di ricerca gfs.bern.

La maggioranza di chi ha votato 'no' non ha voluto porre fine alla via bilaterale nei rapporti con l'UE non solo per le ripercussioni economiche, ma anche per paura che l'istruzione e la ricerca svizzere potessero essere declassate sul piano internazionale.

Nel campo dei favorevoli all'iniziativa popolare, invece, a fare breccia è stata soprattutto l'idea di poter riprendere il controllo dell'immigrazione, ma pure la volontà di lanciare un chiaro segnale all'UE contro l'accordo quadro istituzionale col quale Bruxelles intende regolare i futuri rapporti con Berna. Segnale che non c'è stato.

RSI-SWI

L'appoggio alla via bilaterale non si traduce però in un netto consenso all'accordo quadro. Per quanto i favorevoli paiano essere al momento la maggioranza, la fetta degli indecisi è ampia.

RSI-SWI

Ultima nota sul fronte delle motivazioni, dal sondaggio emerge che il coronavirus ha influito poco sulle intenzioni di voto: quasi nove elettori su dieci hanno mantenuto il proprio parere sul testo in votazione a prescindere dalla crisi sanitaria.

Mentre sul piano dell'orientamento politico, l'appoggio all'iniziativa da parte dei sostenitori dell'Unione democratica di centro -UDC, destra conservatrice, promotrice dell'iniziativa- è stato pressoché unanime (95%). Fra gli elettori di sinistra è prevalso nettamente il 'no' (94%). Fra quelli di centro e centro-destra il 'sì' ha sfiorato il quarto dei voti espressi.

RSI-SWI

È stato rilevato infine che il 'no' alla fine della libera circolazione non è stato dettato soltanto da timori. La maggioranza degli interpellati ritiene infatti che gli accordi bilaterali con l'Unione Europea procurino alla Svizzera (solo, o tendenzialmente) dei vantaggi.

Contenuto esterno
Contenuto esterno

tvsvizzera.it/ri con RSI (News e TG del 28.09.2020)

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: tvsvizzera@swissinfo.ch

I commenti a questo articolo sono stati disattivati. Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo tvsvizzera@swissinfo.ch.

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.