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Alptransit, uno spettacolo che fa discutere

Tanti (troppi?) messaggi in una coreografia molto (troppo?) ricca. Il tutto condito con una caduta di stile.

Questo contenuto è stato pubblicato il 02 giugno 2016 - 09:49

Sta facendo discutere in particolare sui social media lo spettacolo inaugurale realizzato e rappresentato a Pollegio verso mezzo giorno in occasione dell'inaugurazione di Alptransit.

Firmato dal noto regista Volker Hesse, lo spettacolo è stato messo in scena da decine di attori, ballerini, mimi e cantanti. 35 minuti frenetici ma forse non comprensibili facilmente a tutti.

Chiaro l'omaggio agli operai che la galleria l'hanno costruita, altrettanto chiaro quello alle Alpi che la galleria la ospitano, ed alla loro vivacità, flora, fauna, persino alla fertilità delle montagne.

Più difficili da cogliere, specie per i non svizzeri, i richiami alle leggende, come quella che vuole il primo ponte costruito sulle gole della Schöllenen (canton Uri) costruito dal diavolo, rappresentato nello spettacolo dallo stambecco.

Tutt''altro che uno spettacolo privo di contenuti, dunque, ma forse l'opposto. Troppi omaggi, citazioni, costumi, colori. E se i corni della alpi erano irrinunciabili, non si può dire lo stesso dei clown e delle ballerine nel finale, a cui sono mancati solo i nani, e che è culminato con la poco edificante scena che ha visto protagonista l'inerme presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, trovatosi a tu per tu con la parte meno nobile del corpo di una ballerina.

Gino Ceschina

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