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Se andassimo d'accordo con l'Ue...

L’Accordo quadro istituzionale, messo in consultazione dal Consiglio federale, è di fondamentale importanza per la Confederazione. Ne è convinto Roberto Balzaretti, che ha definito attraverso una metafora l’intesa: “l’accordo è una sorta di olio nuovo messo in un motore che ha 15 anni; un buon motore, solido, che per girare al meglio, però, necessita un nuovo lubrificante, che consenta all’automobile svizzera di essere sempre competitiva”.

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 dicembre 2018 - 18:55
tvsvizzera.it/fra con RSI
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“Abbiamo quasi un miliardo di franchi di scambi quotidiani di merci e quasi un altro miliardo di scambi quotidiani di servizi, soprattutto con la Germania, la Francia e l’Italia. Se noi non riusciamo a fare in modo di mantenere i contatti con questi mercati, altre realtà prenderanno il nostro posto e noi perderemo pian piano piazze, non solo commerciali, importanti”, osserva il segretario di Stato, e responsabile dei negoziati con l’Unione Europea, il ticinese Roberto Balzaretti.

“Una tra le misure più importanti riguarda proprio il provvedimento che permette di evitare ostacoli tecnici al commercio con altri paesi dell’UE; un accordo, in sintesi, che ci consente di certificare i prodotti realizzati nella Confederazione come conformi alle normative del mercato europeo. 

Senza questa intesa vi sarebbero delle limitazioni e dei freni”, sottolinea Balzaretti, che in merito aggiunge: “Ora il Consiglio federale ha deciso di mettere in consultazione il documento e la discussione dovrà essere affrontata dai parlamentari, dai cantoni, dall’economia e dalla società civile”.

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