A causa del caro-benzina, la Svizzera vira verso l’auto elettrica
Per la prima volta in Svizzera l'interesse per le auto elettriche supera quello per i motori a combustione, una rivoluzione guidata dall'aumento dei costi che favorisce i più economici modelli cinesi.
Il caro-benzina sta cambiando le abitudini delle automobiliste e degli automobilisti svizzeri: per la prima volta l’interesse per le vetture elettriche supera di gran lunga quello per i tradizionali motori a combustione interna. Con un ruolo da protagonista per i modelli cinesi, mentre i marchi europei e statunitensi perdono colpi.
È quanto emerge dal barometro della mobilità promosso dall’assicuratore Axa in collaborazione con l’istituto di ricerca Sotomo. I dati pubblicati giovedì rivelano che solo il 39% dei circa 1800 intervistati in aprile nella Svizzera tedesca e in Romandia intende ancora acquistare un’auto con motore termico, un dato in flessione di 9 punti percentuali rispetto al 48% registrato lo scorso anno. All’opposto, l’attrattiva per i veicoli a batteria è in forte ascesa: il 46% degli aspiranti acquirenti dichiara di preferire una e-car, spinto principalmente dal timore per l’aumento dei prezzi del carburante, acuitosi a causa della guerra in Medio Oriente.
Dietro a questo profondo cambiamento c’è un fattore dominante: il portafoglio. Il 76% dei potenziali acquirenti (9 punti in più rispetto al 2024) considera infatti il costo il criterio più importante nella scelta del nuovo veicolo. Questa stretta economica spinge un numero crescente di persone a rimandare l’acquisto: oltre un terzo degli intervistati ha posticipato la spesa, una quota che rimane ancora a un quarto anche fra chi dispone di un reddito mensile superiore agli 8000 franchi.
“L’attuale volatilità geopolitica ed economica sembra disorientare la popolazione, che è restia ad affrontare grandi investimenti come l’acquisto di una vettura”, commenta Michael Hermann, direttore di Sotomo. Per risparmiare, il 58% degli intervistati si rivolge al mercato dell’usato, mentre altri optano per marchi più economici o modelli più piccoli.
Aumenta l’interesse per i veicoli cinesi
In questo scenario, i grandi vincitori appaiono i produttori asiatici, in particolare cinesi. La percentuale di chi prenderebbe in considerazione un’auto elettrica made in China è salita al 43%, con un balzo di 6 punti percentuali in un anno. Il motivo è quasi esclusivamente il prezzo, citato dal 69% degli interessati. Le riserve verso i modelli cinesi non riguardano tanto la qualità, ma piuttosto le divergenze politiche (52%) e le condizioni di lavoro dei dipendenti (46%). Al contrario, i produttori occidentali arretrano. Se la Germania mantiene un’ottima reputazione (84% di gradimento), gli Stati Uniti registrano un crollo verticale, passando dal 34% di popolarità del 2024 al 21% attuale.
Malgrado la crescente voglia di elettrico rimangono comunque ostacoli significativi. Ad esempio tra gli inquilini solo il 22% opterebbe per una vettura a batteria, a causa della difficoltà di accesso alle colonnine di ricarica, contro il 43% dei proprietari di case unifamiliari.
Per accelerare la transizione la popolazione chiede un intervento più deciso della politica: il 47% degli intervistati (contro il 38% del 2025) auspica maggiori incentivi statali. Rimane peraltro ancora un certo scetticismo sul futuro: il 57% degli svizzeri ritiene che sia ancora troppo presto per vietare la produzione di auto a combustione, nonostante la chiara inversione di tendenza nelle intenzioni d’acquisto.
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