A Berna una conferenza nazionale contro la manosfera
Una conferenza nazionale a Berna, con la partecipazione del consigliere federale Beat Jans, affronta la radicalizzazione maschile online come una priorità di sicurezza pubblica per contrastare la diffusione di ideologie violente.
Fari puntati a Berna sulla radicalizzazione maschile in rete e i suoi risvolti sociali: si tiene lunedì infatti la conferenza nazionale “Attenzione alla manosfera!”, alla presenza del consigliere federale Beat Jans e delle consigliere di Stato di Zurigo Jacqueline Fehr (direttrice giustizia) e di Ginevra Nathalie Fontanet (direttrice finanze e risorse umane).
L’evento riunisce specialisti, operatori sul campo e rappresentanti di Confederazione, Cantoni e Comuni attivi nei settori di educazione, sicurezza, sanità e affari sociali. L’obiettivo dell’incontro è creare una solida base di conoscenze condivisa e sviluppare una rete di competenze nazionale per comprendere e contrastare le dinamiche della violenza e della radicalizzazione ideologica maschile, online e offline.
La partecipazione di Jans, a capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), evidenzia come il fenomeno della radicalizzazione maschilista in rete venga ormai affrontato dalla Confederazione non solo sotto il profilo sociologico, ma come una questione prioritaria di sicurezza pubblica, prevenzione della violenza e coordinamento tra polizia, magistratura e istituzioni educative.
“Come uomo mi vergogno della violenza maschile. Come padre mi preoccupa. E come ministro della giustizia non intendo tollerarla”, ha esordito Jans nel suo discorso di apertura, lanciando un appello diretto agli uomini affinché non restino in silenzio di fronte a battute misogine, minacce o fantasie d’odio sui social network e si impegnino per una parità effettiva. Anche il parlamento, come ricordato durante i lavori, ha incaricato il Consiglio federale di elaborare misure concrete per contrastare i modelli di mascolinità che favoriscono la violenza.
Per uno svizzero su cinque la mascolinità si basa sul dominio
Al centro del dibattito vi sono i risultati di uno studio condotto dall’Università di Zurigo e dall’associazione mencare/männer.ch, dal quale emerge che in Svizzera un uomo su cinque (il 20%) e il 7% delle donne aderiscono a un’idea di mascolinità fondata sul dominio.
Questo orientamento – misurato attraverso il cosiddetto “Fattore M” – è caratterizzato da una serie di atteggiamenti restrittivi associati a pretese di superiorità maschile, propensione alla violenza, misoginia, disprezzo verso le minoranze sessuali e rifiuto della parità di genere.
Il fenomeno preoccupa in particolare per la sua incidenza tra i giovani: il 50% degli intervistati tra i 18 e i 24 anni teme una progressiva emarginazione dei “veri uomini” nella società, e quasi un ragazzo su tre in questa fascia d’età rientra nel gruppo con i valori più alti del “Fattore M”.
Come sottolineato da Gilles Crettenand, responsabile di mencare/männer.ch per la Svizzera romanda, i giovani in cerca della propria identità risultano particolarmente vulnerabili e destabilizzati da queste visioni del mondo, amplificate dalla rete. Per rispondere alla crescente richiesta di sostegno da parte di genitori ed educatori, dallo scorso marzo è attiva anche la piattaforma nazionale d’informazione e prevenzione manosphere.ch, nata nel 2025 su iniziativa dei Cantoni di Zurigo e Ginevra, delle città di Zurigo e Winterthur e con il sostegno finanziario di fedpol. Il progetto punta ora a estendersi a tutti i Cantoni per la fase 2027-2029.
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