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Rivendicazioni in tutto il Paese

Keystone / Georgios Kefalas

Un ruolo nella famiglia e nella società spesso poco riconosciuto, vittime della disparità salariale e delle violenze domestiche, ancora oggi per le donne la lotta per ottenere pari diritti è lungi dall'essere conclusa. Ce lo ricordano sindacati, organizzazioni e alcune personalità in occasione della Giornata internazionale dei diritti delle donne.

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 marzo 2021 - 21:35

"Molte professioni non possono più essere immaginate senza le donne. Anche nei cosiddetti campi maschili", ha dichiarato la consigliera federale Simonetta Sommaruga. Attraverso una serie di ritratti su Instagram, ha scelto di rendere visibili le donne che lavorano in diversi settori economici.

Il consigliere federale Alain Berset ha dichiarato su Twitter che anche mezzo secolo dopo l'introduzione del suffragio femminile, la vera uguaglianza è ancora una promessa non mantenuta: "Possiamo vedere i progressi compiuti finora e costatare che rimane ancora molto da fare", ha sottolineato.

Per l'occasione l'artista vodese Camille Scherrer ha creato un 'trompe-l'œil' in cui l'Assemblea federale è presieduta da una donna. L'opera panoramica, che è stata installata sotto le arcate delle tribune degli spettatori nella sala del Consiglio degli Stati, offre una serie di trovate umoristiche riferite al 21esimo secolo: un aereo della compagnia «Suissesses» vola sopra Obvaldo e vi sono personaggi con l'orecchio incollato allo smartphone o che scrivono su un computer portatile. In omaggio alla Camera Alta, le cittadine che si mescolano ai cittadini maschi indossano i tradizionali costumi cantonali. Una ha gli occhi a mandorla e vi è pure un soldato dalla pelle scura. Il servizio del telegiornale:

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Rivalutare il lavoro delle donne

Le donne svolgono gran parte del lavoro non remunerato e in quest'anno di pandemia sono state in prima linea in molte professioni essenziali, eppure per loro non c'è stato alcun riconoscimento, anzi: in parlamento i partiti borghesi stanno sferrando un "attacco frontale alle condizioni di lavoro e di vita femminili, peraltro già molto precarie", ha sottolineato Unia.

Il sindacato ha ricordato i ripetuti tentativi di liberalizzare gli orari di apertura dei negozi e innalzare l'età pensionabile femminile alle Camere federali. Il rifiuto di concedere indennità per lavoro ridotto al 100% inoltre danneggia proprio coloro che già in tempi normali percepiscono salari bassi e faticano ad arrivare a fine mese, in particolare le donne e i migranti, ha affermato in un comunicato.

La disparità salariale peggiora

L'8 marzo di quest'anno è il centesimo giorno in cui si celebrano ufficialmente i diritti delle donne. Però non c'è motivo di rallegrarsi, perché ci sono ancora molte battaglie da combattere. In Svizzera, la discriminazione salariale è in aumento e non esiste ancora un congedo parentale, ha rilevato Travail.Suisse ricordando la sua piattaforma per la parità salariale www.respect8-3.chLink esterno destinate alle imprese con oltre 50 dipendenti.

Combattere le violenze

In occasione dell'8 marzo, dieci vittime di violenza sessuale della Svizzera tedesca e romanda hanno rivendicato una riforma della legge sui reati sessuali chiedendo che il sesso non consensuale venga considerato stupro per legge.

Amnesty International, che le sostiene, ha sottolineato come dodici paesi europei riconoscano già questo fatto. Le donne che subiscono un rapporto sessuale contro la loro volontà non sono prese sul serio nell'attuale progetto di legge, hanno affermato le interessate. La violenza sessuale può avvenire con o senza coercizione e in entrambi i casi si tratta di un'esperienza traumatica con gravi conseguenze per le vittime, hanno aggiunto.

Per attirare l'attenzione sulla piaga dei femminicidi e delle violenze domestiche, la Gioventù socialista ha invece organizzato un'azione simbolica e istallato un letto insanguinato sulla Piazza federale. "È un modo per portare nell'arena pubblica un'immagine di questa violenza che di solito avviene in modo invisibile, e che è stata ulteriormente esacerbata dalla crisi del Covid-19", ha spiegato un comunicato.

Il luogo più pericoloso per le donne è la loro stessa casa e mancano ancora misure di prevenzione efficaci. La Svizzera è firmataria della Convenzione di Istanbul sulla violenza contro le donne ma non attua le disposizioni previste: dei 850 posti richiesti nei rifugi per donne, attualmente ne sono disponibili solo 400, hanno sottolineato i giovani socialisti.

tvsvizzera.it/fra con RSI


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