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Stati Uniti e Svizzera verso un accordo di libero scambio

Donald Trump vuole un accordo di libero scambio con la Svizzera e per questo martedì è venuto a parlare "essenzialmente di commercio" con la presidente della Confederazione, Simonetta Sommaruga, in un incontro svoltosi nell’ambito del WEF a Davos.

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 gennaio 2020 - 21:14
tvsvizzera.it/fra con RSI
I due presidenti, uno più attento al commercio e l'altra all'emergenza climatica. Keystone / Alessandro Della Valle

"Mi piacerebbe avere un accordo di libero scambio con la Svizzera", ha detto Trump ai media, essenzialmente svizzeri e statunitensi, a margine del Forum economico mondiale, prima dell'incontro delle due delegazioni. "Vediamo cosa possiamo fare", ha affermato, aggiungendo che i due Paesi stanno lavorando anche su altre questioni.

Il presidente degli Usa aveva già dato segnali positivi al predecessore di Sommaruga, Ueli Maurer, lo scorso maggio, come aveva detto lo stesso consigliere federale. Ma il presidente dell'Unione svizzera dei contadini Markus Ritter aveva però manifestato scetticismo sulla possibilità di raggiungere rapidamente un accordo a causa della questione agricola.


Trump non ha fatto menzione del mandato di potenza protettrice esercitato dalla Svizzera in Iran, che è all'ordine del giorno dell'incontro con Sommaruga. Diverse fonti, tra cui l'ambasciatore iraniano a Berna, hanno recentemente dichiarato che il ruolo della Confederazione è stato utile per calmare la situazione dopo l'assassinio del generale iraniano Qassem Soleimani. A causa di questa crisi e dell'abbattimento dell'aereo ucraino in Iran, il capo della diplomazia di Teheran Mohammad Javad Zarif ha deciso di non venire a Davos.

Economia ma anche clima

La consigliera federale Simonetta Sommaruga ha dal canto suo rimarcato di voler affrontare sì temi economici, ma pure i buoni rapporti tra i due Stati e i problemi del clima. La Consigliera federale ha risposto di esser "lieta di continuare a sviluppare i contatti" tra i rispettivi Esecutivi, orientando il dialogo su "qualcosa che ci riguarda tutti, ovvero il riscaldamento climatico". Tale affermazione ha subito provocato una smorfia sul volto del suo interlocutore.

La decana del Consiglio federale, in carica dal 2010, ha poi spiegato a Donald Trump la "diversità" della Svizzera, che si riflette nella composizione linguistica del Governo elvetico e sul fatto che la presidenza di turno ricade annualmente "su uomini e donne".  "Very good" (molto bene), ha replicato il presidente statunitense.

Marcia di protesta

La marcia per il clima di 40 chilometri è arrivata martedì al suo epilogo. Centinaia di dimostranti “climatici” hanno infatti compiuto l’ultima tappa della manifestazione a sostegno dell’ambiente, che li ha portati da Klosters fino ai confini del comune di Davos.

Per avvicinarsi alla città in quota più alta d’Europa i manifestanti hanno valicato il passo del Wolfgang e percorso svariati sentieri escursionistici. In taluni frangenti hanno però pure bloccato temporaneamente i tratti stradali, impedendo il passaggio alle vetture, come pure agli autobus in servizio regolare.

Greta ricorda che "la nostra casa è in fiamme"

E mentre i manifestanti per l’ambiente portavano a termine la loro impresa, nel cuore di Davos la 17enne Greta Thunberg ha nuovamente lanciato l’allarme dal Forum economico internazionale (WEF), ribadendo il concetto secondo il quale “la nostra casa è ancora in fiamme e la vostra inazione le alimenta”.

L’attivista svedese contro il cambiamento climatico, nel suo secondo intervento al WEF, si è poi chiesta “quale sarà il motivo che darete ai vostri figli per averli lasciati a fronteggiare il caos climatico che voi stessi avete provocato. Forse il target di 1,5 gradi?” Ha poi stigmatizzato che tale obiettivo “forse pareva così nocivo per l’economia da aver deciso di rinunciare a mettere al sicuro le condizioni di vita delle generazioni future senza neppure provarci”.

Riassunto della giornata

Ecco quello che è successo oggi a Davos. Dalle esternazioni di Trump sulla salute dell'economia americana, all'incontro con la presidente della Confederazione, passando da Greta Thunberg e la marcia dei ragazzi a favore del clima.

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