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Dalla Russia all'Italia passando da Lugano

Lo stabilimento della Adienne Pharma&Biotech a Caponago, vicino a Milano. Keystone / Alberto Pellaschiar

Il vaccino russo Sputnik V verrà prodotto da un'azienda di Lugano in uno stabilimento lombardo. L'Ue risponde che il vaccino russo non entra nella sua strategia.

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 marzo 2021 - 09:49

L'azienda svizzera Adienne Pharma&Biotech ha siglato un'intesa con il Russian Direct Investment Fund (Rdif), il fondo statale russo che gestisce il brevetto del vaccino Sputnik V, per la produzione del farmaco immunizzante in Italia. Si tratta del primo accordo di questo genere in Europa.

Una volta ottenuto il via libera delle agenzie europea e italiana (Ema e Aifa) il gruppo biofarmaceutico elvetico, che ha la sede a Lugano, potrà iniziare la realizzazione del preparato nel suo stabilimento lombardo dal prossimo luglio.

In una nota, la Camera di commercio italo-russa ha precisato che entro la fine dell'anno verranno confezionati nel Belpaese dieci milioni di dosi del vaccino [notizia poi ridimensionata dal presidente di Adienne, cfr. intervista in fondo all'articolo]. In Svizzera, invece, non è stata depositata finora alcuna domanda di omologazione dello Sputnik V.

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L'Europa si dice non interessata

"Attualmente non sono in corso colloqui per integrare lo Sputnik V nella strategia UE sui vaccini". Lo ha detto martedì un portavoce della Commissione UE replicando all'annuncio dell'avvio della produzione del vaccino russo Sputnik in un impianto in Italia.

Gli Stati membri, ha ricordato il portavoce, possono sempre "concedere l'approvazione del vaccino Sputnik" nell'ambito dell'autorizzazione per uso di emergenza, ma "in questo caso la responsabilità spetterà allo Stato membro e non all'azienda, come sarebbe se il vaccino ottenesse l'autorizzazione all'immissione in commercio dell'UE".

Il portavoce ha poi osservato che "la strategia dell'UE sui vaccini è una strategia comune della Commissione e degli Stati membri. Quindi - ha concluso - la Commissione e gli Stati membri possono sempre decidere insieme di diversificare ulteriormente il proprio portafoglio vaccini".

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Quante saranno, verosimilmente, le dosi di vaccino prodotte da Adienne nel suo stabilimento lombardo? L'intervista del giorno dopo al presidente Antonio Di Naro.

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tvsvizzera.it/fra con RSI

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