È iniziato in Francia il processo contro Nestlé Waters per discariche abusive
Alla luce dell’avvio subito interrotto del procedimento a Nancy, il caso contro Nestlé Waters riparte martedì in un clima segnato dall’annullamento di gran parte degli atti d’indagine, tra lacune procedurali e contestazioni sulle analisi delle microplastiche.
Si è aperto lunedì, ed è stato sospeso poco dopo l’avvio presso il tribunale di Nancy, il processo a carico di Nestlé Waters, filiale di Nestlé attiva nel settore delle acque minerali, accusata di smaltimento abusivo di rifiuti inquinanti nel Dipartimento dei Vosgi.
I dibattimenti riprenderanno martedì alle 13.30. Il tribunale prima della sospensione ha accolto le richieste della difesa di annullare gran parte degli atti del fascicolo, in particolare tutte le analisi sui livelli di microplastiche e le perizie tecniche commissionate dalla procura durante le indagini preliminari.
“Non è rimasto molto” per il procedimento, ha sottolineato il presidente del tribunale, Didier Gastaldi. La corte ha dovuto trarre “le conseguenze delle lacune procedurali”, ha proseguito.
L’avvocata Michèle Anahory, uno dei quattro legali di Nestlé Waters, ha parlato di “irregolarità” e “gravi vizi metodologici”.
La filiale del colosso vodese dell’industria alimentare è perseguita per aver stoccato rifiuti e mantenuto quattro discariche abusive a Contrexéville, They-sous-Montfort, Saint-Ouen-Lès-Parey e Crainvilliers, per un volume complessivo di 473’700 metri cubi, pari a 126 piscine olimpioniche.
Deciso a seguito di un’indagine condotta dalla sezione ambientale della procura di Nancy, il processo avrebbe dovuto tenersi inizialmente dal 26 al 28 maggio scorsi, ma era stato rinviato al 24 novembre, quando è stato stabilito un nuovo rinvio al 23 marzo.
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