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Voto immigrazione "preoccupante" per Bonino

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Le parole di Emma Bonino sembrano preludere ad una severa reazione dell'UE al voto della Svizzera sull'immigrazione. Oggi la riunione dei ministri a Bruxelles

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 febbraio 2014 - 12:04

" Il risultato del voto è preoccupante e ne parleremo al Consiglio dei ministri dell'UE". Poche parole - quelle di Emma Bonino- ma che danno la misura dell'intransigenza con cui l'UE si appresta ad affrontare il dossier delle relazioni con la Svizzera, dopo il successo dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa. E i ministri degli esteri europei si incontrano proprio oggi, lunedì, a Bruxelles, per una riunione che dovrebbe precisare la reazione congiunta dei 28.

Tutt'altro che concilianti, già ieri, erano state le primissime dichiarazioni della Commissione UE. " La libera circolazione non si rinegozia", aveva perentoriamente affermato il portavoce Olivier Bailly, con un implicito riferimento alla minaccia di decadenza che adesso grava su tutti gli Accordi bilaterali in vigore fra Berna e Bruxelles.

Dopo la ministra degli esteri italiana, è stato il suo omologo francese a rincarare la dose e ad evocare la tanto temuta "clausola ghigliottina". " L'UE dovrà rivedere le sue relazioni con la Svizzera. Se uno degli elementi degli Accordi è rimesso in discussione, tutto decade", ha dichiarato Laurent Fabius. " Sul versante dell'economia la Svizzera gode certamente di buona salute, ma essa non rappresenta, da sola, una potenza economica considerevole", ha aggiunto il capo della diplomazia di Parigi.

E mentre il ministro degli esteri polacco Radoslaw Sikorski si dice " sorpreso" per l'esito del voto di ieri, sono invece gli ambienti politici "euroscettici" a salutare la decisione del popolo svizzero. Emblematico, in questo senso, è il commento di Marine Le Pen: " concordo nella forma e nella sostanza, perchè credo che tutti i popoli abbiano il diritto di gestire le proprie politiche migratorie", ha commentato la leader del Front National, aggiungendo di ritenere che - a questo punto - " l'UE minaccerà la Svizzera, farà dei ricatti".

Comprensione per la posizione elvetica viene però espressa anche da personalità e ambienti politici più moderati. François Fillon, ad esempio, giudica " assolutamente naturale" che la Svizzera intenda ridimensionare il numero degli stranieri. Esso, secondo l'ex premier francese, deve essere modulato in funzione della capacità di integrarli. Un modello, secondo Fillon, che dovrebbe anzi essere ripreso dalla stessa Unione europea.

Red.MM/AFP/ATS/ARi

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