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Viaggio a Herat 2: Radio Bayan

Affidata a una donna capitano dell'Esercito italiano, l'emittente è un mezzo per diffondere messaggi sociali e costruire un clima di pacificazione

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 dicembre 2014 - 10:07

Il lavoro militare passa anche dalla comunicazione. Ovviamente strategica. Radio Bayan West nella base ISAF di Herat, in Afghanistan, rientra in quelle che sono chiamate "psyops", ossia le operazioni di comunicazione che in contesti difficili, come questo, servono a fare da ponte tra la popolazione locale e i militari impiegati sul posto.

Siamo andati a conoscere i responsabili di questo progetto, attualmente affidato a una donna capitano dell'Esercito italiano, Silvia Greco, che ci ha spiegato quali sono i loro compiti.

La radio insomma, diventa un mezzo per diffondere messaggi sociali e costruire un clima di pacificazione in un paese che ha ancora molta strada da compiere per diventare realmente stabile. È un lavoro che richiede inoltre molta attenzione per la sensibilità del pubblico, e la conoscenza delle tradizioni e dei gusti degli afghani.

Nella redazione lavorano anche dei giornalisti afghani che cercano le notizie da trasmettere; si tende naturalmente a privilegiare quelle positive, oltre a divulgare informazioni utili alla popolazione, come ad esempio sulla salute, o sui rischi che i bambini corrono andando a raccogliere oggetti pericolosi che potrebbero nascondere ordigni esplosivi.

Il futuro della radio, però, è incerto, poiché si sta ridefinendo la missione internazionale in Afghanistan e il contributo che a essa darà l'Italia.

Il reportage è di Paola Nurnberg.

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