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Spianata delle Moschee, tolte anche le barriere

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Due giorni dopo i metal detector, Israele ha rimosso anche le ultime misure di sicurezza agli accessi della Spianata delle Moschee, introdotte dopo l'uccisione di due poliziotti israeliani lo scorso 14 luglio. La crisi, però, non pare del tutto risolta.

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 luglio 2017 - 13:10
tvsvizzera.it/ri con RSI (TG del 27.07.2017)

Giovedì mattina, rende noto la polizia dello Stato ebraico, sono state rimosse le barriere metalliche alle entrate della Spianata, nella Città vecchia di Gerusalemme.

I fedeli musulmani -che da quasi due settimane, per protesta, pregavano all’esterno dell'area, rifiutandosi di passare attraverso i varchi elettronici- potranno tornare nel luogo sacro. Lo ha annunciato lo stesso Muftì di Gerusalemme, dottore della legge.

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Nelle scorse ore, il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres aveva invitato a evitare “azioni e retorica provocatorie” sui luoghi santi a Gerusalemme e chiesto a Israele di “mostrare moderazione”, dicendosi preoccupato per una possibile escalation di violenza.

Telecamere di sorveglianza?

La Spianata è, dei luoghi sacri per l’Islam, il terzo per importanza. La frattura con la Giordania, con la quale Israele ha un accordo per la gestione del luogo, sembra scongiurata. Ma la situazione resta tesa.

L'ente per la custodia dei luoghi santi islamici ha denunciato l'intenzione da parte di Tel Aviv di installare telecamere di sorveglianza e microsensori vicino alla Spianata. Atto inaccettabile per l'ente, che ispezionerà l'area centimetro per centimetro.


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