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Accoltellamenti nella notte a Birmingham

Una testimone oculare degli accoltellamenti avvenuti nella notte a Birmingham riferisce di una maxi rissa. Keystone / Jacob King

Un persona è morta e altre sette sono rimaste ferite in seguito agli accoltellamenti avvenuti nella notte in diversi punti del centro di Birmingham, in Inghilterra.

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 settembre 2020 - 12:58

Lo ha reso noto la locale polizia britannica (West Midlands Police), precisando che due dei feriti, un uomo e una donna, sono "in gravi condizioni".

Il sovrintendente Steve Graham non ha citato un movente, limitandosi a dire che un'indagine urgente è stata avviata e che risulta "un legame" fra le diverse risse e aggressioni verificatesi in un'area al cuore della vita notturna della città fra la mezzanotte e mezzo e le 2.30.

Il funzionario di polizia ha precisato che una persona è al momento ricercata e si lavora all'identificazione di altri sospetti, ma non ci sono stati ancora arresti.

L'episodio è stato definito "grave", ma "senza alcuna indicazione" che si sia trattato di terrorismo o di crimini d'odio legati a motivi di discriminazione sessuale o razziale, ha chiarito Graham: per ora è stato aperto un fascicolo generico per "omicidio".

La nottata di violenza si è articolata in almeno quattro diversi momenti: un primo accoltellamento - ha detto il sovrintendente detective - è stato denunciato poco dopo la mezzanotte nell'area di Snow Hill, seguito da uno scontro fra due gruppi di giovani presso l'Arcadian Center (un'area che comprende club notturni, ristoranti e pub tornata ad affollarsi di gente dopo il lockdown dell'emergenza coronavirus) e da altri attacchi fra Livery Street, Irving Street e Hurst Street, nel pieno centro cittadino.

Non risulta essere stato coinvolto il vicino Gay Village, né s'ipotizzano al momento moventi di tipo etnico o confessionale in una città - seconda per popolazione nel Regno Unito - considerata fra le più multiculturali e a maggior tasso di comunità musulmane del Paese.

La polizia ha precisato di non voler diffondere per ora dati sulle persone coinvolte, né immagini di telecamere a circuito chiuso per il riserbo necessario "alle fasi iniziali dell'indagine". È stato invece lanciato un appello a tutti i testimoni e a chi abbia filmato scene di violenza a "non aver paura" di farsi vivi con gli investigatori.

Il servizio del Telegiornale:

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tvsvizzera.it/fra con RSI

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