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È scontro tra Trump e il suo ex stratega Bannon

L'ex capo stratega di Donald Trump, Steve Bannon, in un'immagine d'archivio. Copyright 2017 The Associated Press. All rights reserved.

Negli Stati Uniti, è scontro aperto tra il presidente Donald Trump e il suo ex capo stratega Steve Bannon. In un libro del giornalista Michael Wolff, Bannon definisce "sovversivo" e "antipatriottico" l'incontro del figlio di Trump, Don Jr., con un gruppo di russi durante la campagna elettorale.

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 gennaio 2018 - 13:10
tvsvizzera.it/ri con RSI (TG del 04.01.2018)

Il libro, intitolato "Fire and fury: inside the Trump White House', uscirà negli USA il 9 gennaio ed è basato su 200 interviste: allo stesso presidente, al suo entourage, e a una serie di personaggi fuori e dentro l'amministrazione.

A tenere banco, da mercoledì, sono gli stralci relativi a colui che fino a metà agosto scorso fu capo stratega di Donald Trump.

L'incontro alla Trump Tower

Steve Bannon ritiene inverosimile che Don Jr non abbia portato i suoi ospiti nell'ufficio del padre, e "anche pensando che" l'incontro "non fosse sovversivo, o antipatriottico, o una cosa brutta, e mi è capitato di pensare che era tutto di questo", prosegue, "si sarebbe dovuto chiamare l'Fbi immediatamente".

Parlando con l'autore, che è un esperto di media e biografo di Rupert Murdoch, Bannon ha inoltre pronosticato che gli investigatori "romperanno Don junior come un uovo sulla televisione nazionale".

L'indagine del procuratore speciale sul Russiagate Robert Mueller, dice, arriverà a segno concentrandosi sul riciclaggio.

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Tra le altre "rivelazioni" proposte dal libro, sono stati anticipati: i termini spregiativi con i quali il presidente si riferirebbe ai suoi collaboratori in loro assenza, la sua preferenza per i ristoranti McDonald's dovuta alla paura di essere avvelenato, il meccanismo col quale dissimulerebbe la sua alopecia.

Neppure lo stesso Donald Trump, si legge ancora in 'Fire and fury', pensava di essere eletto alla Casa Bianca. Aveva, in questo senso, tranquillizzato la moglie. La quale, il giorno del trionfo, avrebbe dunque pianto "non di gioia".

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Da Trump, smentita e diffida

La Casa Bianca ha di nuovo smentito, mercoledì, che Trump abbia incontrato esponenti russi durante la campagna per le presidenziali. "Come il presidente ha dichiarato molte volte, no", ha detto la portavoce Sarah Sanders. "E non era parte o a conoscenza di ciò".

"Bannon ha avuto poco o niente a che fare con la nostra vittoria", si è scatenato Trump attraverso Sanders, "quando l'abbiamo licenziato non solo ha perso il lavoro, ha perso anche la testa".

Gli avvocati del presidente, scrive il New York Times, hanno intanto inviato una lettera di diffida all'ex capo stratega, per aver violato un accordo di non divulgazione parlando dei membri della famiglia Trump e della società, svelando informazioni confidenziali.


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