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In Catalogna un anniversario agitato

A un anno dal voto per l'indipendenza, proteste hanno preso il via in varie zone della Catalogna fin dal primo mattino: i separatisti convocati via social dai Comitati per la Difesa della Repubblica (Cdr) hanno bloccato le principali strade, autostrade e ferrovie del nordest. Ma cosa resta dopo un anno?

Questo contenuto è stato pubblicato il 01 ottobre 2018 - 12:37
tvsvizzera.it/fra con RSI
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I disagi maggiori a Girona, a nord di Barcellona,dove centinaia di attivisti hanno occupato i binari dell'alta velocità, mentre la polizia locale tentava di impedire l'accesso alla stazione.   Blocchi stradali hanno interessato l'autostrada AP-7,principale arteria che collega con il confine francese, e le strade centrali di Leida e Barcellona, dove è prevista una grande manifestazione unitaria convocata dal presidente della Generalitat, Quim Torra, a partire dalle 18.30 di lunedì, preceduta da vari appuntamenti ufficiali. 

Per le 22 di stasera gli universitari hanno indetto una "cacerolada" per chiedere la scarcerazione dei politici secessionisti ancora in prigione. La mobilitazione è però già in atto: i Cdr hanno dato il via già alle 7 a tre 'azioni a sorpresa' in contemporanea in diversi punti della capitale: piazza Catalunya, il Mercado di Santa Caterina e piazza la plaza Letamendi. Migliaia di studenti presidiano pacificamente le strade di Barcellona, dove è previsto anche un corteo dai Jardinets de Gracia.   

Quim Torra e il resto del governo catalano erano invece lunedì mattina intorno alle 9 a Sant Julià de Ramis, dove la polizia intervenne un anno fa, davanti alle telecamere indiretta, per impedire con la violenza di esercitare il diritto di voto. Era il seggio dove avrebbe dovuto votare Puidgemont, che aveva poi depositato altrove la sua scheda. Sul posto, uno striscione dei separatisti con scritto: "Non dimenticheremo, non perdoneremo".

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