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Ucciso in Siria il "numero 2" di Hezbollah

Mustafa Badreddine, capo operazioni speciali, è morto in un'esplosione a Damasco; nella regione si temono nuove tensioni

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 maggio 2016 - 12:57

In Siria, è stato ucciso uno dei leader di Hezbollah, in una grande esplosione avvenuta vicino all'aeroporto di Damasco. La morte di Mustafa Badreddine, dal 2008 capo delle operazioni speciali, è stata annunciata dal gruppo sciita libanese.

Ora, nella regione, si temono nuove tensioni.

Badreddine era considerato il numero 2 di Hezbollah, che in Siria combatte a fianco delle forze del regime di Bashar al-Assad.

Fonti siriane dichiarano che si è trattato di un raid israeliano. Israele, nemico giurato di Hezbollah, non ha risposto all'accusa e non ha commentato la morte del leader.

Badreddine era inoltre formalmente accusato di essere coinvolto nell'omicidio dell'ex primo ministro libanese Rafiq Hariri, nel 2005, ed era stato inserito nella lista statunitense delle persone colpite da sanzioni.

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