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Turchia e Russia si accusano a vicenda

All'indomani dei bombardamenti in Siria che hanno distrutto scuole e ospedali, sale la tensione; Ankara cerca consensi per operazione di terra

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 febbraio 2016 - 13:52

Torna a salire la tensione diplomatica sulla Siria, all'indomani della serie di bombardamenti che hanno distrutto scuole e ospedali. Turchia e Russia si accusano a vicenda di essere responsabili degli attacchi di lunedì.

Tra Mosca e Ankara è crisi profonda e Ankara, adesso, è alla ricerca di consensi per lanciare un'operazione di terra.

Le ruspe sono al lavoro per rimuovere le macerie. C'è anche chi usa le mani, nella speranza di trovare dei sopravvissuti. Qui, in questo ospedale di Medici senza frontiere, sono morte 9 persone. Ma sarebbero 50 le vittime degli attacchi compiuti a 5 strutture sanitarie e altre due scuole.

Un deterioramento spaventoso della situazione. Anche la diplomazia è tornata al lavoro: lunedì sera, a sorpresa, è arrivato a Damasco Staffan de Mistura. L'inviato di pace delle Nazioni Unite, a tu per tu con il ministro degli esteri siriano Walid al Muallem, vuole assicurarsi che gli aiuti umanitari partano verso le città e i villaggi assediati, e che entro la fine di questa settimana entri in vigore il cessate il fuoco. Clausole previste dagli accordi di Monaco di giovedì, ma che ora sembrano irreallistiche.

A dirlo è stato anche il presidente siriano, Bashar al-Assad, in una delle sue rare apparizioni TV. Lo dimostrano anche le ultime dichiarazioni della Turchia, che vuole convincere i suoi alleati della coalizione anti-Isis a lanciare un'operazione di terra. Uno slancio interventista dopo aver accusato la Russia, alleata di Assad, di essere dietro ai bombardamenti di lunedì.

Mosca, insomma, è finita sul banco degli imputati. E l'inviato di pace dell'Onu cerca di parlare di pace in questo intricato schema di accuse incrociate con l'implicazione delle grandi potenze.

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