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Turchia, il premier: golpisti perseguiti secondo legge

Yildirim risponde così alle autorità internazionali che chiedono di evitare rappresaglie; modalità e numero di arresti alimentano dubbi

"I golpisti saranno perseguiti secondo quanto stabilito dalla legge": così il premier turco Binali Yildirim risponde alle autorità internazionali che chiedono al suo governo di evitare rappresaglie.

Resta però da vedere quali fatti seguiranno alle parole: il numero di arresti, il modo in cui sono stati eseguiti e l'insistenza del presidente Erdogan sulla reintroduzione della pena di morte alimentano forti dubbi.

Ammanettati, dichiarano le loro generalità. Sono alcuni dei numerosi ufficiali dell'esercito arrestati con l'accusa di aver partecipato al golpe. I loro soldati, nel frattempo, vengono tenuti in custodia in questo modo.

Tra gli ufficiali c'è Akin Ozturk, ex capo dell'aviazione. Stando ad alcuni media turchi avrebbe confessato di essere una delle menti del golpe, lui nega. Su di lui, come su altri, sono visibili i segni di ferite o percosse.

Il premier turco promette, in conferenza stampa, che saranno trattati secondo la legge, ma il dubbio resta. Anche perché la legge potrebbe cambiare, come anticipa il presidente Erdogan.

"La pena di morte sarà discussa in Parlamento: quelle persone hanno sparato e ucciso e credo che i deputati prenderanno la decisione migliore. Se decideranno di reintrodurre la pena di morte, io firmerò la legge."

Con la stessa insistenza con cui sostiene la pena capitale, Erdogan è tornato a parlare del suo nemico Fetullah Gülen, secondo lui una delle menti del fallito golpe. Il ministero della giustizia ha inviato alle autorità americane un dossier che proverebbe il suo coinvolgimento nel golpe per ottenerne l'estradizione. Gülen, in un'intervista che ha irritato il presidente turco, si difende.

"Per tutta la vita sono stato contrario ad un golpe militare. Dalla violenza non può nascere nulla di buono. Non conosco e non ho legami con le persone che avrebbero organizzato questo golpe e per dimostrarlo sono pronto a sottopormi ad un'inchiesta internazionale."

Non potendo mettere le mani sul suo nemico, il presidente Erdogan ha dichiarato che il movimento di Gülen verrà sradicato dalla Turchia.

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