Trent'anni dopo la caduta del muro A Berlino, un museo nel luogo che non esiste

Nel complesso carcerario di Hohenschönhausen, a Berlino Est, venivano rinchiusi i prigionieri della Stasi. Oggi è un museo. Visita con un ex detenuto.

interno di un carcere

I detenuti avevano diritto due volte alla settimana a dieci minuti d'aria.

Keystone / Paul Zinken

Sulle cartine dell'epoca il complesso di Berlino Hohenschönhausen ufficialmente non esisteva. Eppure fra il 1951 e il 1989, il Ministerium für Staatssicherheit – la famigerata Stasi – rinchiuse in questa prigione oltre 10'000 persone.

Tra di loro Mario Röllig, incarcerato qui nel 1987 per sei mesi e che oggi ha deciso di mostrare ai turisti la prigione trasformata in museo "per mantenere vivo il ricordo delle ingiustizie e dei crimini compiuti dal regime tedesco orientale".

"Per raccontare ai giovani la storia è utile partire dalle singole biografie – spiega alla Radiotelevisione svizzera. Nella mia un ruolo chiave lo occupa il mio cane Otello. Dopo la lettura dei miei fascicoli scritti a suo tempo dai servizi segreti sono venuto a sapere che molti miei amici e colleghi di allora mi spiavano per conto della Stasi. Ho avuto una forte depressione e non volevo aver più nulla a che fare con la gente. È stato il mio cane a guarirmi e a rendere possibile il mio ritorno ad una vita sociale normale".


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