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L'Argentina piange il suo 'Pibe de oro'

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L'Argentina ha decretato tre giorni di lutto nazionale per dare l'addio a Diego Armando Maradona. La sua salma è ora esposta alla Casa Rosada di Buenos Aires. Si tratta di uno dei massimi riconoscimenti del quale può godere un cittadino argentino. Attese almeno un milione di persone.

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 novembre 2020 - 14:49

Le spoglie del Pibe de Oro, deceduto mercoledì all'età di sessant'anni in seguito ad un arresto cardiaco, è stata quindi trasferita al palazzo presidenziale. La camera adente, aperta giovedì mattina, resterà accessibile al pubblico fino a sabato, per tutta la durata dei tre giorni di lutto nazionale.

L'ultimo personaggio a ricevere tale riconoscimento fu, dieci anni fa, l'ex presidente Nestor Kirchner. Per il saluto allo storico numero 10 è inoltre atteso quasi un milione di persone nelle strade di Buenos Aires.

Morto per edema polmonare acuto

Il decesso di Diego Maradona è stato attribuito a "insufficienza cardiaca acuta, in un paziente con una miocardiopatia dilatata, insufficienza cardiaca congestizia cronica che ha generato un edema acuto del polmone".

È quanto si legge in un documento dei medici legali che hanno realizzato ieri sera l'autopsia sul cadavere di Maradona nell'Ospedale di San Fernando, in provincia di Buenos Aires e che hanno diffuso un referto con i risultati del loro lavoro.

Si è infine appreso che lo studio realizzato per determinare le cause della morte sarà completato con analisi tossicologiche che nel giro di una settimana preciseranno se Maradona, prima di morire, ha ingerito farmaci, droghe o alcol.

I media argentini hanno indicato che l'autopsia è durata circa tre ore, fra le 19.30 e le 22.30, e che vi hanno partecipato cinque sanitari convocati dall'Ufficio del Pubblico ministero di San Isidro, guidati dal direttore del Corpo medico forense di San Isidro, Federico Corasaniti. A questi cinque si è unito un sesto medico designato dalla famiglia.

Il servizio del telegiornale:

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Il toccante addio di Emmanuel Macron

"La mano di Dio aveva deposto un genio del calcio sulla terra. Ora ce lo ha ripreso, con un dribbling imprevisto che ha ingannato tutte le nostre difese": questo il pensiero del presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron.

"Nato in una periferia povera di Buenos Aires", ricorda l'Eliseo in un comunicato, fu rivelato al calcio mondiale nel Boca Juniors, poi Barcellona si ritrovò "quel diamante". "Ma è a Napoli - continua Macron - che Diego diventa Maradona. Nel sud dell'Italia, il pibe de oro ritrova gli smisurati stadi del Sudamerica, il fervore irrazionale dei tifosi e porta Napoli sulla strada dello scudetto, sul tetto d'Europa. Il mezzogiorno si prende la sua rivincita sulla storia e soltanto il rinforzo di Platini permetterà alla Juventus di duellare di nuovo ad armi pari con la sua rivale storica".

Ripercorsi i momenti salienti della carriera di Maradona, Macron "rende omaggio a questo sovrano incontrastato del pallone che i francesi hanno tanto amato" e invia le condoglianze "a tutti quelli che hanno risparmiato i soldi per completare l'album Panini Mexico 1986 con la sua figurina, a quelli che hanno tentato di negoziare con la propria compagna per chiamare il proprio figlio Diego, a suoi compatrioti argentini, ai napoletani che hanno disegnato affreschi degni di Diego Rivera con la sua immagine, a tutti gli amanti del calcio".

Il nostro corrispondente dall'Italia:

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tvsvizzera.it/fra con RSI


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