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UE "determinata" a salvare l'accordo sul nucleare iraniano

L'Unione europea sta lavorando per salvaguardare il trattato sul programma nucleare dell'Iran. Martedì il ministro degli esteri di Teheran ha incontrato i suoi omologhi francese, britannico e tedesco nonché l'Alto rappresentante degli affari esteri dell'UE Federica Mogherini.

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 maggio 2018 - 13:32
tvsvizzera.it/Zz/ats con RSI (TG del 16.05.2018)
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"L'Unione Europea è determinata a salvare l'accordo nucleare iraniano", e anche Teheran sta mostrando lo stesso impegno e "determinazione". 

Pur non nascondendo le difficoltà in "questo difficile contesto" seguito all'annuncio di Donald Trump di recedere dall'intesa, la responsabile della diplomazia dell'Unione europea Federica Mogherini ha annunciato nella serata di martedì che si sta lavorando per arrivare a "soluzioni pratiche" entro le prossime settimane, di comune intesa con gli Stati membri e l'Iran tenendo conto dell'urgenza del momento.

Il ministro degli esteri iraniano Javad Zarif. Keystone

In particolare, ha precisato Mogherini, si sta lavorando per "mantenere ed approfondire le relazioni economiche con l'Iran", proseguire la "vendita di petrolio e gas". Ma anche "l'ulteriore fornitura di crediti all'esportazione e lo sviluppo di società nel settore bancario finanziario, assicurativo e commerciale, con l'obiettivo di facilitare la cooperazione". 

Infine la necessità di "sviluppare un ambiente imprenditoriale trasparente e basato sulle regole in Iran" oltre a "proteggere gli operatori economici dell'Unione europea". "Il processo è iniziato, siamo sulla strada giusta e molto dipende da quello che faremo nelle prossime settimane", le ha fatto eco il ministro degli esteri iraniano Javad Zarif in missione a Bruxelles. "L'annuncio della Mogherini è un buon inizio e abbiamo bisogno di ricevere quelle garanzie per fare il nostro meglio per andare avanti".

Evitare nuove sanzioni

Oltre a preservare l'accordo nucleare, Bruxelles vuole anche evitare che le nuove sanzioni americane possano gravare sulle imprese comunitarie. La decisione dell'amministrazione Usa pesa infatti come un macigno sull'Unione europea.

In questo contesto si è inserita la trasferta del capo del ministro degli esteri di Teheran Zarif a Bruxelles che ha incontrato Mogherini ed i colleghi francese, tedesco e britannico, Jean-Yves Le Drian, Heiko Maas e Boris Johnson.

La posta in gioco è alta per l'Unione che punta a mantenere in vita l'intesa siglata nel 2015 e a non mettere in gioco gli scambi commerciali tra l'Iran ed i Paesi europei. Gli incontri nella capitale belga sono mirati a finalizzare un piano B dopo la minaccia Usa di eventuali sanzioni alle aziende europee che fanno affari con l'Iran. Questo significa focalizzarsi direttamente sulle imprese comunitarie e non solo: dunque dagli operatori economici extraterritoriali, come le multinazionali, fino alle piccole e medie imprese che potrebbero essere oggetto di misure.

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