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Thailandia, due birmani condannati a morte

I due sono accusati di aver ucciso, lo scorso anno, una coppia di turisti britannici; le associazioni in difesa di migranti: "indagini incomplete"

La Thailandia ha giudicato colpevoli due birmani e li ha condannati a morte per l'omicidio di una coppia di turisti britannici, l'anno scorso sull'isola di Koh Tao.

David Miller e Hannah Witheridge, -24 anni lui, 23 anni lei- erano stati uccisi a colpi di zappa lo scorso settembre, dopo che la ragazza era stata stuprata, ed erano stati ritrovati seminudi a due passi dall'hotel dove alloggiavano sull'isola di Koh Tao, paradiso per subacquei di tutto il mondo.

Dopo settimane di indagini, la polizia aveva arrestato due 22enni che lavoravano nel bar dell'albergo. Immigrati del Myanmar, avevano confessato i delitti, e oggi la Corte ha deciso: saranno giustiziati per stupro e omicidio.

Ma le associazioni in difesa dei migranti accusano: le indagini non sono complete. I due sarebbero solo capri espiatori, le indagini sarebbero state compiute con superficialità, e mostrerebbero come nei confronti dei migranti in Thailandia -paese da più parti e più volte criticato per violare i diritti fondamentali dei profughi- ci siano abusi sistematici.

I due avrebbero sì confessato, dicono i difensori, ma sotto tortura. I campioni del DNA trovati sull'arma in realtà non combacerebbero con quelli dei due ragazzi, e l'inchiesta sarebbe stata condotta senza rispettare gli standard internazionali.

La difesa spera che la sentenza possa essere ribaltata in appello.

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