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Stress test, banche Ue un po' più solide

Ultima della classe il Monte dei Paschi; annunciato, poco prima della pubblicazione dei risultati dei test, il piano di salvataggio privato

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 luglio 2016 - 17:56

Le banche dell'Unione Europea sono più solide rispetto al passato di fronte a una possibile crisi finanziaria. Lo dicono gli ultimi stress test, pubblicati venerdì sera. Ci sono però ancora dei progressi da fare, specialmente per gli ultimi della classe.

Peggiore in assoluto è risultato il Monte dei Paschi di Siena, ma le difficoltà della più antica banca del mondo non sono certo una novità. Poco prima della pubblicazione dei risultati da parte dell'Autorità bancaria europea, l'istituto italiano ha annunciato l'atteso piano di salvataggio privato che prevede la cessione di oltre 9 miliardi di euro di crediti deteriorati e l'iniezione di nuovo capitale.

In fondo alla classifica, anche se con un indice positivo, ci sono poi l'austriaca Raiffeisen, la spagnola Banco Popular, l'altra italiana Unicredit, la britannica Barclays. Due irlandesi e due tedesche: Commerzbank e Deutsche Bank.

Insomma, non è un bollettino così incoraggiante, ha spiegato il presidente dell'Autorità bancaria europea. A una parte dei 51 gruppi testati, di cui 37 basati nella zona euro, sono chiesti ulteriori sforzi, pur riconoscendo quelli fatti finora per aumentare i fondi propri.

Rispetto a qualche anno fa, il settore è in ogni caso più resistente agli shock economici. Questa serie di test è la terza realizzata dopo la crisi finanziaria del 2008. Lo scenario peggiore ipotizzato prevedeva un calo del Prodotto interno lordo dell'UE di ben il 7%, con un parallelo crollo del mercato immobiliare e della fiducia dei risparmiatori.

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