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Storia di Luca

Da Falò, la drammatica vicenda del bambino italiano che chiede giustizia alla Svizzera

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 gennaio 2014 - 16:38

Il 7 febbraio 2002 la vita del piccolo Luca Mongelli prende una tragica svolta. La madre lo trova poco lontano da casa, nudo nella neve, con gli slip calati fino alle ginocchia, il corpo disseminato di graffi. Le autorità vallesane sin dalle prime ore affermano che ad aggredire Luca è stato il cane di famiglia, Rocky. Una versione confermata nel 2004, quando il caso viene archiviato. I genitori però hanno molti dubbi. Chi ha spogliato Luca? Com'è finito in arresto cardiaco? E ancora: come ha fatto ad andare in ipotermia in meno di un'ora? E come mai Luca, fin dal suo risveglio dal coma, ha sempre sostenuto che a colpirlo sono stati dei ragazzi? A seguito di questi interrogativi nel 2010 l'inchiesta è stata riaperta, mentre una perizia italiana ha concluso che il cane non c'entra niente e che Luca è stato colpito con un oggetto contundente. Falò ha ricostruito il caso e ha incontrato il ragazzo in Puglia, dove vive con la madre e il fratello. Tetraplegico e cieco, Luca non si stanca di chiedere giustizia. In collegamento da Sion il consigliere di Stato del canton Vallese Oskar Freysinger.

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