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Spiragli di pace in Yemen

La coalizione diretta dall'Arabia saudita ha interrotto la sua offensiva contro i ribelli Houti in Yemen, allineati con l'Iran, nella città di Hodeida, una delle principali città portuali del paese. "Appoggiamo ogni sforzo per una soluzione pacifica del conflitto", ha dichiarato Riad.

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 novembre 2018 - 20:58
tvsvizzera.it/Zz/reuters con RSI (TG del 15.11.2018)
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Lo stop sembra essere dovuto alle pressioni internazionali su Riad da parte della comunità internazionale per porre fine al sanguinoso conflitto in Yemen. 

In termini di vite umane, ma anche a livello di patrimonio culturale, le perdite causate dal conflitto sono enormi. Keystone

Diversi alleati dei sauditi, fra cui gli Stati Uniti, avevano lanciato diversi appelli per un cessate il fuoco e il rilancio dei negoziati di pace sotto l'egida delle Nazioni Unite. 

In quasi quattro anni, il conflitto in Yemen ha causato la morte di oltre 10'000 persone e provocato un disastro umanitario in un paese che già prima aveva molte difficoltà.

Il regno di Arabia saudita "dà il suo sostegno agli sforzi di pace in Yemen e agli inviati delle Nazioni Unite nel paese", ha detto il ministro degli esteri di Riad, che ha aggiunto: "Ci impegnamo a fornire tutto l'aiuto umanitario necessario ai nostri fratelli in Yemen".

 Hodeida era un obiettivo chiave della coalizione sunnita, che ha cercato di cacciare gli Houti dal 2015, dopo aver conquistato la capitale Sanaa e rovesciato il governo. 

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Le potenze occidentali hanno fornito armi e intelligence alla coalizione ma si sono parzialmente tirate indietro dopo l'uccisione del giornalista saudita Jamal Kashoggi nel consolato di Riad in Turchia. 

La sua morte ha creato uno scandalo a livello globale che ha aperto la via di possibili sanzioni contro l'Arabia saudita e fornito un pretesto per uno scrutinio più approfondito del ruolo di Riad in Yemen, paese che molti ritengono non sia altro che il teatro di un conflitto per procura tra Iran e Arabia saudita.  

Il procuratore generale saudita ha chiesto giovedì la pena capitale nei confronti di cinque accusati per la morte del reporter, e ha anche dichiarato che il principe ereditario Mohammad Bin Salman (che è anche ministro della Difesa), è completamente estraneo ai fatti.

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