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Polemiche per i nuovi perdoni presidenziali di Trump

A differenza di Obama, i cui perdoni hanno interessato soprattutto sconosciuti condannati per reati legati alla droga, Trump ha graziato personalità di spicco a lui molto vicine. Copyright 2020 The Associated Press. All Rights Reserved.

Delle persone la cui integrità è stata messa in causa durante l'inchiesta sulle interferenze russe nelle elezioni del 2016 e anche il padre di suo genero. I nuovi perdoni presidenziali concessi da Donald Trump hanno provocato indignazione anche nei ranghi del partito repubblicano.

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 dicembre 2020 - 13:04

La Casa Bianca ha svelato mercoledì sera una lista di quasi trenta misure, tra grazie e commutazioni di pena. Tra i beneficiari figurano Paul Manafort, ex direttore della campagna presidenziale di Trump nel 2016, e il suo ex consigliere Roger Stone, entrambi condannati nell'ambito della maxi-inchiesta sulle ingerenze russe nelle elezioni.

"Le parole non bastano per esprimere tutta la nostra riconoscenza", ha scritto Manafort su Twitter. Quest'ultimo stava espiando una pena di sette anni e mezzo di prigione per diverse frodi venute a galla nell'inchiesta del procuratore Robert Mueller, due anni di indagini sulle possibili collusioni tra la Russia e l'equipe di Trump.

Trump è stato accusato, ancora una volta, di abusare del suo diritto di perdono. A fine novembre, la clemenza era stata concessa a Michael Flynn, suo ex consigliere per la sicurezza nazionale, anche lui implicato nel "Russia-gate".

Molte critiche sono istantaneamente piovute sul presidente. "Trump ha appena graziato un'altra banda di criminali della sua gang", si è indignato il deputato democratico Lloyd Dogget.

Ma la delusione non manca neanche tra i repubblicani. "Questo è marcio fino al midollo", ha dichiarato il senatore repubblicano Ben Sasse commentando l'ultima serie di perdoni.

"È quello che ci si aspetterebbe se si desse la possibilità di perdonare a un boss mafioso", ha twittato invece Andrew Weissmann, un membro del team di Mueller che ha partecipato all'incriminazione di Manafort.

I perdoni sono una sorta di tradizione della fine del mandato di un presidente e la scelta dei beneficiari dipende quasi esclusivamente dalla volontà del capo dell'esecutivo.

Durante l'amministrazione Obama, la maggior parte dei perdoni presidenziali sono stati concessi a persone incarcerate per reati legati alla droga e sconosciute al grande pubblico. Trump invece ha usato la sua facoltà per graziare persone di alto profilo a lui direttamente legate.

Un ulteriore esempio è il perdono concesso a Charles Kushner, il padre del suo genero Jared Kushner. Un immobiliarista che si è dichiarato colpevole anni fa di evasione fiscale e donazioni illegali a campagne politiche.

Secondo i procuratori, Kushner, dopo aver scoperto che suo cognato stava cooperando con le autorità, aveva concepito una vendetta che consisteva nell'ingaggiare una prostituta per attirare il cognato, registrare l'incontro e poi spedire il filmato alla sorella, la moglie dell'uomo.  

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tvsivzzera.it/Zz/reuters/afp con RSI (TG del 24.12.2020)

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