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Siriana, indagano i militari

Sviluppi nel caso della giovane che ha perso la bimba che aveva in grembo

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 luglio 2014 - 20:26

Sarà la giustizia militare a indagare sul caso della migrante siriana che ha perso il figlio che aveva in grembo dopo essere stata respinta dai doganieri francesi a Vallorbe (VD). Con altri connazionali voleva raggiungere la Francia dall'Italia.

La 22enne, secondo i suoi famigliari, ha invano cercato assistenza in Svizzera e la bimba è nata morta all'ospedale di Domodossola, dove era tornata in treno. Durante il tragitto ha avuto forti perdite di sangue.

Un'inchiesta interna al Corpo delle guardie di confine indica "non impossibile un errore". Vista la gravità delle accuse (mancata assistenza), il corpo ha deciso di affidare il caso alla giustizia militare. Un giudice dovrà stabilire se debba essere aperto un procedimento penale. La vicenda ha strascichi in Italia, dove un deputato ha presentato un'interrogazione al Governo.

L'Organizzazione svizzera d'aiuto ai rifugiati è preoccupata per quanto accaduto. Il portavoce Stefan Frey ha detto al Radiogiornale di sentirsi indignato. "È la peggior vicenda che ricordiamo: è inaccettabile", ha precisato (ascolta le considerazioni nell'audio sotto).

Red.MM/ats

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