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Siria, Onu dice sì ai negoziati di pace

Kerry: "rimangono nette differenze sul futuro di Assad"

Questo contenuto è stato pubblicato il 19 dicembre 2015 - 14:59

Per la prima volta il Consiglio di Sicurezza dell'Onu supera le divergenze interne e approva all'unanimità una risoluzione sull'avvio di un processo di pace in Siria e per il cessate il fuoco. Un testo fortemente voluto dai rappresentanti dei Paesi membri del Gruppo Internazionale di sostegno sulla Siria, nel quale però non si fa alcuna riferimento al presidente Bashar al Assad. Anzi, sottolinea il segretario di Stato Usa John Kerry, sul suo futuro restano ancora "nette differenze".

La risoluzione approvata dal Consiglio di Sicurezza chiede che "il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon, attraverso il suo inviato speciale in Siria, Staffan de Mistura, convochi i rappresentanti del governo siriano e dell'opposizione per dare il via a negoziati formali su un processo di transizione politica urgente". L'obiettivo è di dare il via ai colloqui "all'inizio di gennaio".

Intanto, la Nato ha dato il via libera all'invio di aerei radar, caccia e navi nel Mediterraneo orientale per incrementare la difesa della Turchia al confine siriano, "in considerazione della situazione instabile della regione".

E l'intesa sulla Siria viene accolta favorevolmente anche dalla diplomazia svizzera, che si dice pronta a ospitare a Ginevra gli eventuali negoziati tra governo e ribelli siriani. Questa il commento del responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri Didier Burkhalter:

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