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Macron si arrende al volere dei Gilet gialli

Il presidente francese Emmanuel Macron ha annullato l'ecotassa per il 2019. Un tentativo questo per evitare il quarto sabato di proteste e scontri, che sarebbe quello peggiore, secondo l'Eliseo, che si aspetta "scontri durissimi" con nuclei disposti "a distruggere e uccidere".

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 dicembre 2018 - 13:22
tvsvizzera.it/fra con RSI
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Nonostante la correzione di rotta dell'Eliseo, però, tutto sembra convergere verso un altro sabato di guerriglia a Parigi. A stringere il cerchio intorno ad un Emmanuel Macron che in sole tre settimane ha visto precipitare nel caos il suo mandato presidenziale, c'è anche il contagio della rivolta: studenti, camionisti, agricoltori, autisti di ambulanze, ora anche i poliziotti stessi. 

Tutti sembrano voler fiancheggiare o sfruttare la scia dei gilet gialli, anche se il sostegno dell'opinione pubblica alla protesta è calato ed è ora fra il 60 e il 70% contro l'84% della settimana scorsa.

Sabato violento da evitare

L'Eliseo si aspetta una manifestazione "di grande violenza" per sabato, e le notizie che arrivano dal territorio sono "estremamente preoccupanti". Si starebbe preparando un "nocciolo duro di diverse migliaia di persone" che verrebbero a Parigi "per distruggere e per uccidere". Per questo tutti i membri del governo hanno lanciato appelli alla calma, invitando i "ragionevoli" ad evitare di manifestare ancora. 

A complicare la prospettiva, un sindacato minoritario di polizia - proclamando addirittura di voler essere "solidale con i gilet gialli" - invita allo sciopero i suoi aderenti a partire da sabato, partendo dai funzionari del ministero dell'Interno.

Popolarità in cantina

Il presidente della Francia perde intanto altri cinque punti di popolarità in un mese, crollando ad appena il 21% di consenso, il livello più basso dal suo arrivo all'Eliseo nel maggio 2017. Sono i dati di un sondaggio realizzato per Le Figaro Magazine in piena crisi dei gilet gialli.

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