Salute pubblica Coronavirus, nessuna limitazione agli ingressi in Svizzera (per ora)

L'Ufficio federale della sanità pubblica ha comunicato domenica di non ritenere necessario limitare gli ingressi nella Confederazione.

poliziotti con mascherina

Undici comuni del Nord Italia - considerati focolai - sono presidiati dalle forze dell'ordine e dai paesi non si può entrare né uscire.

Keystone / Andrea Fasani

La situazione verrà valutata di giorno in giorno ma per il momento le autorità federali e cantonali non intendono stravolgere la strategia in atto.

Finora in Svizzera non è stato riscontrato nessun caso di coronavirus nei campioni esaminati, indica l'Ufficio federale della sanità pubblicaLink esterno (UFSP). Se dovessero verificarsi dei casi, il sistema sanitario "è preparato". In Ticino – in prima linea vista la prossimità con l'Italia – è stato deciso che chiunque presenti sintomi di infezione respiratoria sarà valutato con più attenzione, anche senza essere stato in Cina. Per il momento non si è però dovuto isolare nessuno.

L'UFSP sottolinea inoltre che "In base alla stima della situazione attuale, non vi sono limitazioni all’ingresso in Svizzera". "La situazione può però evolvere molto rapidamente", ha precisato un portavoce dell'ufficio.

Neppure le Ferrovie federali svizzere hanno preso misure particolare per quanto concerne il traffico da e verso l'Italia. "Siamo in contatto con l'UFSP e seguiamo le sue raccomandazioni", ha indicato un portavoce della compagnia.

Nelle ultime ore, alcuni politici ticinesi – in particolare il parlamentare federale della Lega Lorenzo Quadri – hanno chiesto di chiudere le frontiere.

Il responsabile della divisione malattie dell'UFSP Daniel Koch ritiene però illusoria una simile misura. Intervistato dalla Radiotelevisione svizzero tedesca SRF, Koch sottolinea che la situazione è sì preoccupante, ma che non si può ancora parlare di ondata che si sta diffondendo in Svizzera. In caso di epidemia in Europa, con o senza maggiori controlli alle frontiere sarebbe impossibile fermare la diffusione del virus, poiché il continente è troppo interconnesso.

Per il virologo dell'Università di Berna Volker Thiel, il virus probabilmente non sparirà tanto velocemente. L'Italia – rileva però in un'intervista alla RSI – ha reagito in modo appropriato: "È facile criticare queste misure [scuole chiuse, divieti, paesi isolati, ndr] ma possono essere sensate. La situazione in Italia è che c'è ancora la speranza di contenere il virus, di interrompere la catena. Solo più tardi si vedrà se questi provvedimenti avranno funzionato davvero".

Il parere di Volker Thiel:


Intanto, in Italia si è registrato lunedì un quarto decesso: si tratta di un uomo di 84 anni, ricoverato all'ospedale Papa Giovanni XXIII e affetto da altre patologie. I contagi in tutto il paese hanno ormai superato quota 200.

La situazione nel Nord Italia nel servizio del TG di domenica sera:



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