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Nuove scaramucce tra Turchia e Grecia

Ap

Il nuovo invio di una nave di esplorazione nel Mediterraneo orientale costituisce "una minaccia diretta alla pace e alla sicurezza nella regione" da parte della Turchia. Lo ha dichiarato il ministero degli esteri greco in una nota.

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 ottobre 2020 - 15:14

La nave Oruc Reis resterà nella zona fino al 22 ottobre, ha riferito la marina turca. Da agosto i due Paesi si contendono i diritti per la ricerca di gas naturale in questo tratto di Mediterraneo: una disputa che sta alimentando la tensione tra Ankara e Ue ed anche all'interno della Nato. 

Il ministro degli esteri tedesco Heiko Maas ha invitato la Turchia a "interrompere le provocazioni" nel Mediterraneo orientale, dove Ankara ha appunto inviato la nave esplorativa alla ricerca di gas naturale.

"Se ci fossero davvero ulteriori esplorazioni per il gas turco nelle aree marittime più contestate del Mediterraneo orientale, sarebbe una grave battuta d'arresto per gli sforzi di far diminuire la tensione", ha aggiunto il ministro degli esteri in una nota.

La Turchia non desiste

"Continueremo a cercare, perforare e proteggere i nostri diritti" nel Mediterraneo orientale. "Se c'è qualcosa, certamente la troveremo". Lo scrive su Twitter il ministro dell'Energia turco Fatih Donmez.

"I lavori di manutenzione sono stati completati. La nostra nave ha gettato l'ancora per effettuare ricerche ai raggi X del Mediterraneo" di risorse energetiche, ha aggiunto Donmez. Nella sua missione, prevista fino al 22 ottobre, la Oruc Reis è accompagnata dalle navi di appoggio Ataman e Cengiz Han e scortata da due fregate della marina di Ankara.

Tra le zone di ricerca c'è un'area al largo dell'isola greca di Kastellorizo, nell'Egeo sudorientale. Atene ha definito il nuovo invio della nave "una minaccia diretta alla pace e alla sicurezza nella regione".

I dettagli nel servizio del telegiornale:

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tvsvizzera.it/fra con RSI

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