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L'UE vuole frenare la "fuga" di vaccini dal suo territorio

Prima di autorizzare un'esportazione, l'UE valuterà la situazione epidemiologica del Paese di destinazione. Copyright 2021 The Associated Press. All Rights Reserved

La Commissione europea ha deciso di intensificare i controlli sui vaccini prodotti nell'Ue e se necessario bloccarne le esportazioni verso Paesi terzi. Anche le consegne fatte alla Svizzera devono ora essere segnalate a Bruxelles.

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 marzo 2021 - 21:16

Malgrado "una grave situazione epidemiologica, l'UE continua ad esportare importanti volumi vaccini verso Paesi che già ne producono sul loro territorio o che hanno già vaccinato una parte importante della popolazione", ha detto il vicepresidente della Commissione UE Valdis Dombrovskis.

L'esecutivo europeo "a dunque adottato due aggiustamenti dal meccanismo attuale" di controllo delle esportazioni "per risolvere questi disequilibri e garantire l'approvvigionamento dei Ventisette", ha aggiunto. Ora, prima di approvare un'esportazione, verrà analizzata la situazione epidemiologica nel Paese di destinazione, per capire se è migliore o peggiore rispetto a quella nell'UE.

La mossa è stata criticata da Londra e accolta con riserve da alcuni Paesi membri.

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Bruxelles aveva già instaurato a fine gennaio un dispositivo che prevede, prima di ogni esportazione di vaccino, il via libera dello Stato membro da dove partono le dosi. Da allora 380 autorizzazioni sono state concesse per 43 milioni di dosi verso 33 Paesi con un solo rifiuto. Quello dell'Italia per dei vaccini di AstraZeneca verso l'Australia.

Nel pomeriggio di mercoledì, la Task Force Ue sui vaccini ha riferito inoltre dei risultati di un'ispezione effettuata sabato scorso su sua richiesta in uno stabilimento di Anagni (provincia di Frosinone), dove le autorità italiane hanno trovato uno stock di 29 milioni di dosi del vaccino AstraZeneca.

Alle autorità italiane tali dosi risultavano destinate al Belgio. Nel primo pomeriggio di mercoledì, AstraZeneca ha diffuso una nota in cui ha definito tali informazioni "inesatte", precisando che 13 milioni di dosi sarebbero destinate al programma Covax (il programma Onu per la distribuzione di vaccini nei Paesi a basso reddito) e altri 16 milioni "all’Europa".

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Scontro con Londra

Il provvedimento dell'Unione oppone quest'ultima al Regno Unito verso il quale l'UE ha esportato 10 milioni di dosi di vaccino ma non ne ha ricevuta nessuna da oltremanica, benché il contratto firmato da AstraZeneca prevedesse la consegna a partire da due fabbriche britanniche.

L'azienda ha spiegato che il suo accordo con Londra l'obbliga a soddisfare prima le richieste in patria.

Eccezioni con il contagocce

Finora, decine di Paesi erano esenti dai controlli, tra cui la Svizzera. Ora queste eccezioni non sono più previste, ma la misura non dovrebbe avere conseguenze sulle fornitture alla Confederazione. Per l'UE, questo serve semplicemente a evitare che un'azienda aggiri i divieti facendo transitare dosi bloccate dall'UE da Paesi esenti dai controlli.

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