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Puigdemont a piede libero in Germania

Puigdemont attorniato da microfoni davanti al carcere
Puigdemont all'uscita dal carcere di Neunmünster. Keystone

Il deposto presidente catalano Carles Puigdemont è stato rilasciato su cauzione di 75'000 euro dal carcere tedesco nel quale era detenuto, dopo essere stato arrestato su richiesta della Spagna il 25 marzo scorso.

Uscendo dalla prigione di Neunmünster, nello Schleswig-Holstein, Puigdemont ha chiesto la liberazione immediata di altri nove leader indipendentisti detenuti in Spagna e auspicato una riapertura del dialogo con Madrid.

“È ora di fare politica”

“Non ci sono scuse perché le autorità spagnole non avviino un dialogo con quelle catalane per cercare di trovare una soluzione politica”, ha detto, prima di ringraziare in tedesco “per l’aiuto e la solidarietà”.

Dal canto suo, l’avvocato di Puigdemont ha precisato che “la battaglia giuridica va avanti”.

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Mentre il presidente deposto parla di detenuti politici (“una vergogna per l’Europa”) e democrazia a rischio in Spagna, il portavoce del governo spagnolo Inigo Mendez de Vigo nega che sia in atto una “persecuzione politica”.

Quanto al fatto che i giudici tedeschi abbiano respinto l’accusa di “ribellione” mossa dalla Spagna al “President”, ha detto di “rispettare sempre le decisioni della giustizia” e ha invitato ad attendere la fine della procedura di estradizione in corso.

Violenta o non violenta?

Il giudice per le indagini preliminari spagnolo Pablo Llarena non esclude di inoltrare ricorso alla Corte di giustizia europea.

Alla base del teorema accusatorio di Llarena contro i leader indipendentisti c’è una tesi di ribellione violenta, mentre la corte tedesca ha escluso l’accusa di ribellione per l’assenza di violenza.

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