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Ferrovie francesi, comincia un’ondata di scioperi

Una giornata nera per i trasporti in Francia è attesa martedì a causa dell'inizio della mobilitazione contro il progetto di riforma ferroviaria voluto dal governo. Due giornate di sciopero a settimana sono previste per i prossimi tre mesi.

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Le ferrovie francesi (Sncf) hanno comunicato che, sulla base di dichiarazioni raccolte in precedenza, parteciperà allo sciopero il 48% del personale. Il 77% se si considerano i soli macchinisti.  La mobilitazione, voluta da quattro dei cinque sindacati rappresentanti il personale delle Sncf, dovrebbe proseguire mercoledì e poi due giorni a settimana per i prossimi tre mesi. 

La protesta è rivolta in particolare contro la soppressione dell’assunzione a statuto speciale, l’apertura alla concorrenza e la trasformazione della Sncf in società anonima. Secondo i sindacati, questo aprirà la strada alla privatizzazione delle ferrovie. Il governo lo nega. 

Le conseguenze del malcontento del personale ferroviario dovevano già farsi sentire lunedì alle 19:00 ma la direzione delle Sncf ha assicurato che quasi tutti i collegamenti previsti saranno garantiti. 

Lo stesso non si può dire di martedì, quando la Sncf prevede che sarà operativo solo il 15% dei treni ad alta velocità e il 25% dei treni regionali. Annullati i treni internazionali verso la Spagna, la Svizzera e l’Italia. 

“Questo sciopero penalizzerà molto i nostri clienti”, ha detto il presidente di Sncf Mobilités, Guillaume Pepy. “È stato pensato per avere un impatto massimo sul traffico”. 

Si tratta di una delle sfide più grandi per Emmanuel Macron da quando è diventato presidente. Per il capo di Stato, che ha promesso di “trasformare la Francia dalle fondamenta”, la posta in gioco è alta. Ha denunciato a tal punto l’immobilismo e la paura di riformare dei suoi predecessori che difficilmente potrà tergiversare senza rischiare pesanti conseguenze politiche. 

Ma anche per i sindacati si tratta di una battaglia cruciale.  Altri progetti di riforma sono infatti in programma e toccheranno in particolar modo i funzionari pubblici e le pensioni. Philippe Martinez, che dirige il più grande sindacato francese, la Cgt, chiede quindi una “convergenza della lotte”, nel settore pubblico ma anche nel privato, come nel caso di Air France, il cui personale incrocerà le braccia martedì per la quarta volta in poco più di un mese per chiedere un aumento dei salari. 

Altri scioperi sono previsti il 7, 10 e 11 aprile in seno alla compagnia aerea. Questa mobilitazione non ha contatti diretti con le riforme di Macron ma contribuisce ad aumentare la pressione sul governo, confrontato a una vera propria “primavera sociale”, come l’ha definita la stampa francese. 

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