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Profughi, “UE imiti l'Italia”

Dal 2013 sono stati salvati 50'000 profughi nel Mediterraneo ansa

Secondo un rapporto di Amnesty International l’Unione dovrebbe seguire l’esempio di “Mare Nostrum”

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 luglio 2014 - 19:01

"Gli altri Stati dell'UE possono e devono seguire l'esempio dell'Italia e impedire alla gente di annegare in mare". È quanto afferma John Dalhuisen di Amnesty International, invitando i membri dell'Unione ad aumentare gli sforzi di ricerca di profughi nel Mediterraneo e nell'Egeo.

In un rapporto presentato mercoledì , si sottolinea come, dopo le tragedie avvenute al largo di Lampedusa (dove morirono più di 400 persone nel 2013), l'Italia abbia salvato più di 50'000 persone nel quadro dell'operazione Mare Nostrum.

Gli sforzi sono encomiabili ma non sufficienti, secondo l'associazione umanitaria. Nel 2014, infatti, si contano già più di 200 decessi.

"La responsabilità per la morte di coloro che cercano di raggiungere l'Europa è una responsabilità collettiva", spiega Dalhuisen, "le tragedie umane che si svolgono ogni giorno ai confini non sono né inevitabili, né fuori dal controllo dell'UE che deve, finalmente, cominciare a mettere le persone prima delle frontiere".

Ansa/ZZ

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