Primarie dem In Iowa alla fine vince di un soffio Pete Buttigieg

L'ex sindaco di South Bend, Pete Buttigieg, ha manutenuto un lievissimo vantaggio sul senatore Bernie Sanders col 100% dei voti scrutinati dopo i caucus in Iowa, prima tappa delle primarie democratiche per la corsa alla Casa Bianca: 26,2% contro 26,1%. Scopriamo chi è.

Pete Buttigieg in un comizio a Des Moines in Iowa: sul palco con 4 bandiere americane alle spalle.

Nonostante la sua scarsa esperienza politica, Pete resta un fenomeno di carisma e programma.

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In Iowa la senatrice Elizabeth Warren è arrivata terza col 18%, seguita dall'ex vice presidente Joe Biden col 15,8%. Quinta la senatrice Amy Klobuchar col 12,3%. Giovedì Sanders si era dichiarato vittorioso in virtù del voto popolare.

Chi è Pete Buttigieg?

Studente modello e poliglotta prima ad Harvard e poi ad Oxford, veterano decorato in Afghanistan come ufficiale dell'intelligence, ex consulente della multinazionale McKinsey, sindaco fino a poco tempo fa di South Bend (Indiana), gay dichiarato e sposato con un insegnante che lo accompagna in campagna elettorale.

È il profilo di Pete Buttigieg, che con i suoi 38 anni è il più giovane candidato presidenziale democratico ed ora anche l'outsider più fenomenale dopo il suo successo in Iowa. Qualcuno già lo paragona a Barack Obama, che cominciò la sua corsa alla Casa Bianca trionfando in questo Stato del Midwest. 

Nonostante la sua scarsa esperienza politica, Pete resta un fenomeno di carisma e programma. Appare intelligente, brillante, preparato, incisivo. Ma sa integrare la sua lucidità raziocinante con l'empatia, la capacità di scherzare. Parla e pensa come la giovane generazione cui appartiene, ha la cultura 'digital' dei millennial. 

Progressista ma non radicale

La sua è un'agenda riformista progressiva, ma senza i radicalismi ideologici di Sanders e Warren, i loro toni anti capitalisti, i piani per una università e una sanità gratis per tutti. Su altri temi però ha posizioni comuni o molto vicine a loro, come sull'ambiente, o i temi sociali. Non è forse un caso che il saggio con cui nel 2000 ha vinto il premio della John F. Kennedy Presidential Library fosse dedicato all'integrità e al coraggio politico del senatore del Vermont. Dei candidati moderati è il più liberal ma appare rassicurante a tutti.

Il suo nome resta ancora impronunciabile per molti ma la campagna di Trump ha cominciato a chiamarlo Little Petey, il piccolo Pietro, per indicare la sua inadeguatezza ad andare alla Casa Bianca. Ma lui ha tutta l'intenzione di smentirla.

Ecco il ritratto fatto dal tg.


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