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Riforma Corte Suprema in Polonia, via libera dal Senato

Il Senato polacco ha accolto nella notte tra venerdì e sabato la controversa legge sulla Corte Suprema nonostante l’opinione contraria dell’Unione Europea che ha minacciato ritorsioni. Gli oppositori alla riforma, fra i quali migliaia di persone scese in piazza a protestare, temono che l’indipendenza della giustizia nel paese ne sarà compromessa.

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 luglio 2017 - 13:41
tvsvizzera.it/Zz con RSI (TG del 22.07.2017)
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A favore della legge hanno votato 55 senatori; i contrari erano 23, mentre due senatori del partito conservatore Diritto e Giustizia (Pis), al governo, si sono astenuti.

Decine di migliaia di manifestanti hanno protestato in tutto il paese durante il dibattito in Senato. Keystone

Decine di migliaia di cittadini polacchi hanno protestato in 100 diverse città del paese. Ora la legge passa al presidente Andrzej Duda, che ha 21 giorni per firmarla, cosa che appare scontata.

Il progetto di riforma prevede la pensione e il rimpiazzo dei giudici della Corte Suprema (organo che decreta anche la validità delle elezioni), all’eccezione di quelli scelti dal ministro della giustizia e approvati dal presidente. Quest’ultimo avrà il potere di emettere norme per il lavoro della Corte. Verrà inoltre creata una commissione disciplinare che su ordine del ministro della giustizia, dovrà gestire sospette violazioni delle norme etiche della Corte.

Il presidente del consiglio europeo Donald Tusk, ex premier polacco, ha detto che le misure intraprese danno al governo il potere di limitare a piacimento la libertà sociale, danneggiano l’immagine della Polonia e sono in conflitto con i principi europei.

Tusk ha anche chiesto un incontro con il presidente Duda, ma finora non ha ottenuto risposta. 



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