politica usa Luce verde dalla Camera all'impeachment di Trump

Il democratico californiano Adam Schiff

Il democratico californiano Adam Schiff durante la conferenza stampa sull'impeachment al Campidoglio.

Keystone


La Camera dei rappresentanti ha dato giovedì il via libera alla procedura di messa sotto accusa di Donald Trump, sospettato di aver esercitato pressioni sull'Ucraina per interessi politici, definendo le regole delle future audizioni pubbliche dei testimoni al Congresso USA.

Il voto, cui hanno aderito 232 parlamentari contro 196, costituisce una prova di forza dei democratici che potrebbero avere i voti necessari per l'impeachment del presidente se al termine dell'inchiesta giudicheranno che gli indizi raccolti siano fondati. 


L'opposizione ha inoltre voluto rimandare al mittente l'argomento sollevato dalla Casa Bianca e dal Partito repubblicano secondo cui la procedura, formalmente avviata il 24 settembre dalla speaker della Camera Nancy Pelosi, era illegittima in mancanza di un pronunciamento in seduta plenaria da parte della Camera.

In particolare per i democratici il presidente è passibile di destituzione per aver chiesto a un dirigente straniero, il presidente ucraino Volodimir Zelenski, che il suo paese metta sotto inchiesta Joe Biden, ex vicepresidente di Barack Obama e probabile candidato democratico alle presidenziali del prossimo anno.

Ma l'esito dell'iter è tutt'altro che scontato: una volta votato, con maggioranza semplice, l'impeachment alla Camera dei rappresentanti, sarà necessario superare l'ostacolo del Senato, controllato dai repubblicani, dove è richiesta una maggioranza dei due terzi.

Facendo i conti, Donald Trump sarà destituito solo se 20 dei 53 senatori repubblicani si uniranno alla totalità dei 45 rappresentanti democratici e ai due indipendenti.  

L'analisi del corrispondente della RSI a Washington:



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