La ricetta di Trump per il Medio Oriente
Donald Trump ha presentato martedì a Washington il piano per il Medio Oriente messo a punto dalla sua amministrazione che consentirà , secondo le sue parole, di compiere un "passo da gigante" in direzione della pace tra israeliani e palestinesi.
Questo piano, secondo quanto ha riferito il premier israeliano Benjamin Netanyahu presente alla Casa Bianca, renderĂ possibile la ripresa di “negoziati diretti” con i palestinesi che si sono interrotti nel 2014. “Il primo ministro Benjamin Netanyahu – ha precisato Donald Trump – mi ha informato di essere pronto a considerare questa proposta come una base per colloqui diretti con i palestinesi”.
Se il presidente palestinese Mahmud Abbas “sceglierĂ la pace gli Stati Uniti e altri paesi faranno di tutto per sostenerlo”, ha continuato sempre il politico statunitense. Il piano Trump, preparato sotto la supervisione del genero Jared Kushner, prevede che Gerusalemme sia la capitale indivisa di Israele e offre una via definita realistica in vista del raggiungimento dell’obiettivo di due Stati. Lo Stato ebraico potrĂ estendere la sua sovranitĂ sulle colonie in Cisgiordania ma per 4 anni dovrĂ essere congelata la costruzione di nuovi insediamenti sui territori arabi.
La controparte palestinese a sua volta potrĂ stabilire la sua capitale nei quartieri arabi della cittĂ (Gerusalemme Est), dove gli Stati Uniti vi apriranno un’ambasciata, e otterrĂ nuovi territori a condizione che accettino l’intesa.
La superficie sotto sovranitĂ palestinese raddoppierĂ , ha continuato il presidente USA, ci saranno investimenti per 50 miliardi di dollari a loro favore ma dovranno scegliere la pace perchĂ© “questa potrebbe essere l’ultima opportunitĂ ”. Il progetto, di cui Washington aveva giĂ messo in luce gli aspetti economico-finanziari, porrĂ fine alla dipendenza dei palestinesi nei confronti degli aiuti stranieri e delle organizzazioni umanitarie.Â
I will always stand with the State of Israel and the Jewish people. I strongly support their safety and security and their right to live within their historical homeland. It's time for peace! pic.twitter.com/lKwQ9IKTUGCollegamento esterno
— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) January 28, 2020Collegamento esterno
Non si sono fatte attendere le reazioni, tutte di senso negativo, da parte dei palestinesi, di cui nessun rappresentante era stato invitato alla Casa Bianca o ha incontrato i negoziatori statunitensi. Hamas, che controlla la Striscia di Gaza, ha subito detto che rigettava la proposta: “Non accetteremo alternative a Gerusalemme capitale della Palestina”, ha dichiarato Khalil al-Hayya, un dirigente del movimento.
Il piano sembra peraltro aver avuto l’effetto di avvicinare le due fazioni palestinesi contrapposte, al Fatah e Hamas, e a Gaza si sono giĂ tenute manifestazioni spontanee di protesta. Â
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