Navigation

Genocidio armeno, risoluzione USA irrita Ankara

Memoriale che ricorda il genocidio armeno nella capitale Erevan. Keystone


Schiaffo del Congresso USA alla Turchia: la Camera dei rappresentanti ha adottato a stragrande maggioranza un testo che riconosce come genocidio i massacri degli Armeni perpetrati sotto l'Impero Ottomano oltre un secolo fa.

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 ottobre 2019 - 20:51
tvsvizzera/reuters/spal con RSI (TG del 30.10.2019)

Il voto, che ha più che altro una valenza simbolica, è stato subito condannato da Ankara. I rappresentanti democratici e repubblicani hanno anche chiesto al presidente Donald Trump di imporre sanzioni alla Turchia per la sua offensiva militare lanciata il 9 ottobre nel nord della Siria. Per il momento però non è previsto alcun voto su questi provvedimenti al Senato, a maggioranza repubblicana.

Contenuto esterno


Il Congresso americano si era rifiutato per decenni di prendere posizione sul genocidio armeno per timore di incrinare i rapporti con l'alleato Nato e per le pressioni esercitate dal governo turco.

Da parte sua il Ministero degli esteri di AnkaraLink esterno ha denunciato la risoluzione parlamentare, definendola una misura "priva di ogni fondamento storico o legale". Il comunicato della diplomazia turca parla in proposito di "Misure politiche insignificanti, che hanno come unici destinatari le lobby armene e i gruppi anti-turchi".

Trattandosi poi di un atto parlamentare che chiede sanzioni specifiche, il Ministero degli esteriLink esterno turco ne sottolinea la sua incompatibilità "con lo spirito della nostra alleanza in seno alla Nato" e la sua contrarietà con l'accordo di cessate il fuoco concluso lo scorso 17 ottobre tra i governi turco e statunitense.

L'Armenia, sostenuta da numerosi storici e diversi parlamenti nel mondo, stima in 1,5 milioni il numero delle vittime eliminate in modo sistematico alla fine dell'Impero Ottomano, tra il 1915 e il 1917. Mentre Ankara ammette che un gran numero di armeni è stato ucciso nel corso degli scontri durante quel periodo ma contesta la tesi che vi sia stata un piano preordinato di sterminarli, rigettando così il termine di genocidio.   

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: tvsvizzera@swissinfo.ch

Partecipa alla discussione!

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.