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"Tacciano le armi! Se ne limiti la diffusione, qui e ovunque"

Papa Francesco con il presidente iracheno Barham Salih. Keystone / Ahmed Jalil

Forte appello lanciato dal Papa nel suo primo discorso in Iraq, al governo, al corpo diplomatico e alle autorità civili.  "Tacciano le armi! Se ne limiti la diffusione, qui e ovunque"!

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 marzo 2021 - 21:26

Papa Francesco ha poi continuato nel suo discorso invitando tutti alla pace: "Cessino gli interessi di parte, quegli interessi esterni che si disinteressano della popolazione locale. Si dia voce ai costruttori, agli artigiani della pace! Ai piccoli, ai poveri, alla gente semplice, che vuole vivere, lavorare, pregare in pace. Basta violenze, estremismi, fazioni, intolleranze!". 

Il Pontefice chiede alla comunità internazionale di svolgere un ruolo di pacificazione in Iraq e nel Medio Oriente ma "senza imporre interessi politici o ideologici". "Anche la comunità internazionale ha un ruolo decisivo - ha detto Papa Francesco - da svolgere nella promozione della pace in questa terra e in tutto il Medio Oriente". 

"Auspico che le nazioni non ritirino dal popolo iracheno la mano tesa dell'amicizia e dell'impegno costruttivo, ma continuino a operare in spirito di comune responsabilità con le Autorità locali, senza imporre interessi politici o ideologici".

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Un viaggio anche simbolico

Un pellegrinaggio in Iraq che Papa Francesco non ha voluto rinunciare, nonostante gli attacchi degli ultimi giorni, e che vuole essere un messaggio di speranza e di pace non solo per i cristiani, ma anche per le altre comunità religiose, divise da violente rivalità.

Dopo l'arrivo a Baghdad venerdì, dove incontrerà le autorità irachene così come vescovi e sacerdoti cristiani. La prima mano tesa verso le altre religioni sarà sabato, con l'arrivo a Najaf, città santa dei sciiti, e l'incontro con il grande ayatollah Sayyd Alì Al-Sistani, a cui farà seguito la visita a Ur, casa di Abramo. Domenica sarà la volta del Kurdistan iracheno, dove pregherà per le vittime della guerra e visiterà il villaggio da cui, nel 2014, i cristiani furono cacciati durante l'offensiva del califfato.

Un viaggio dal grande contenuto simbolico: oltre alla visita alla culla delle tre religioni monoteiste, con le quali il Papa da anni lavora per riallacciare i contatti, sarà anche nel cuore di una delle regioni che negli ultimi anni è stata più colpita dalle violenze legate alla fede.

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Vi proponiamo ora un reportage dall'Iraq:

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tvsvizzera.it/fra con RSI


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