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Pakistan in lutto per la strage di cristiani

Il bilancio dell'attentato suicida a Lahore è di 72 morti, di cui oltre 30 bambini; obiettivo dei talebani un parco gremito di famiglie per la Pasqua

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 marzo 2016 - 14:37

Pakistan in lutto per tre giorni, all'indomani del terribile attentato che ha insaguinato la Pasqua dei cristiani a Lahore. Il bilancio è di 72 morti, dei quali oltre 30 bambini.

L'obiettivo dei talebani, che hanno rivendicato l'attentato, è stato un parco giochi gremito di famiglie che celebravano il giorno di festa.

Giocavano sulle altalene del parco Iqbal, i piccoli. Come ogni domenica, anzi più numerosi delle altre domeniche: i cristiani di Lahore si erano riuniti qui per celebrare la Pasqua e l'area giochi dei bambini è stato l'obiettivo designato degli attentatori suicidi.

Un atto barbaro che è stato duramente condannato; anche la premio Nobel pakistana Malala ha espresso il suo cordoglio e dolore per un crimine insensato e per cui le autorità hanno deciso di proclamare 3 giorni di lutto nel paese.

"Abbiamo attaccato i cristiani perche i cristiani sono un nostro obiettivo", ha affermato un portavoce del gruppo talebano che ha rivendicato l'attacco, Jamaat-ul-Ahrar, una delle fazioni del più ampio movimento estremista Tehrik-i-Taliban, da cui si è separato per qualche tempo.

In alcune zone del paese, da oltre 10 anni estremisti musulmani attaccano regolarmente le forze di sicurezza e le minoranze relgiose.

L'attentato in Pakistan è stato condannato anche da Papa Francesco, lunedì mattina, durante la celebrazione del Regina Coeli. "Crimine vile e insensato", ha ribadito il pontefice davanti a migliaia di fedeli riuniti in piazza san Pietro.

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