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OMS: insaccati e carni lavorate causa di tumori

Per l'Organizzazione mondiale della sanità, che ha incrociato 800 studi, favoriscono lo sviluppo di cancro al colon-retto e in parte allo stomaco

Salumi, insaccati, e più in generale le carni rosse lavorate favoriscono lo sviluppo del tumore al colon-retto e in parte anche allo stomaco: è il nuovo allarme lanciato dall'Organizzazione mondiale della sanità, che è giunta a questa conclusione dopo aver incrociato oltre 800 studi in materia.

In un rapporto, presentato lunedì a Lione, l'OMS inserisce la carne trattata -salata, stagionata, fermentata, affumicata- nella categoria delle sostanze maggiormente cancerogene, assieme al tabacco e all'amianto, e definisce "probabilmente" cancerogene anche le carni rosse non lavorate: manzo, vitello, cavallo, maiale, agnello, montone.

Responsabile di questa tesi, il Centro internazionale di ricerca sui tumori e in particolare il programma 'Monografie': "Il programma", spiega il responsabile Kurt Straif, "osserva se l'esposizione a un determinato agente può causare il cancro. E grazie alla combinazione di diversi studi epidemiologici abbiamo notato che c'è un rischio specifico per chi mangia carne rossa, ma soprattutto carne rossa trattata. Abbiamo notato che consumare 50 grammi al giorno di carne rossa trattata aumenta il rischio di tumore di quasi il 20%."

Includere questi alimenti nella lista che comprende tabacco e amianto non significa che siano altrettanto pericolosi, commentano gli autori della ricerca: il rischio di ammalarsi è proporzionale al quantitativo assunto. È, sostanzialmente, quanto sottolinea anche l'esperto interpellato dal TG, Luciano Wannesson, viceprimario all'Istituto oncologico della Svizzera italiana.

Il carcinoma del colon-retto, una delle forme tumorali più diffuse, può essere una delle conseguenze dell'eccessivo consumo di carni rosse e lavorate. Ogni anno, nel mondo, si stima che una tale eccesso possa causare da 34mila a 50mila tumori all'anno. Cifre molto più basse rispetto ai tumori causati da inquinamento, alcool e tabacco.

I produttori di carne, comunque, non ci stanno: accusano l'OMS di non avere dati davvero credibili per dimostrare la cancerogenicità della carne e di spaventare la gente. In una dieta equilibrata, sostengono ancora, la carne non può mancare. "Bisogna valutare un cibo in modo completo", dice Ruedi Hadorn, direttore dell'Unione svizzera della carne, "parlo di valori nutrizionali: il contenuto di proteine, di grassi preziosi, di vitamine e di minerali come lo zinco, che sono molto più facilmente reperibili nella carne che nelle fonti vegetali."

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